MELBOURNE - Peter Marshall, dirigente dagli ampi poteri del sindacato dei vigili del fuoco, è stato identificato come una delle parti che cercavano di bloccare la pubblicazione di un rapporto dell’anticorruzione del Victoria.
Oggi, Marshall e la United Firefighters Union sono stati indicati come i ricorrenti che avevano presentato domanda per fermare la diffusione del rapporto Operation Richmond, redatto dall’Independent Broad-based Anti-corruption Commission. L’indagine, avviata da IBAC nel 2019, riguardava le trattative tra il governo del Victoria e il sindacato dei pompieri.
IBAC aveva indicato l’intenzione di rendere pubblico il rapporto finale entro il primo luglio, ma il piano è stato frenato dalla richiesta di ingiunzione presentata a maggio da Marshall e dal sindacato davanti alla Corte Suprema.
Il punto emerso oggi non riguarda ancora il merito del rapporto, ma la possibilità per i ricorrenti di restare anonimi. All’udienza del 22 maggio, la giudice Claire Harris aveva respinto la richiesta di un ordine di pseudonimo, ritenendo insufficienti le ragioni per tenere segreta l’identità delle parti, anche alla luce delle informazioni già disponibili pubblicamente.
La giudice aveva concesso un ordine temporaneo per consentire a Marshall e alla United Firefighters Union di fare appello davanti alla Victorian Court of Appeal. Ma anche quel tentativo è fallito. Oggi, la Corte d’Appello ha stabilito che Harris non aveva commesso errori e ha ordinato la pubblicazione dei nomi.
Il legale dei ricorrenti, Paul Holdenson, ha indicato che non ci sarà ricorso all’Alta Corte. La Corte Suprema ha quindi confermato che i ricorrenti erano la United Firefighters Union of Australia e il suo segretario nazionale Peter Marshall.
Resta fissata al 24 giugno un’udienza sulla pubblicazione del rapporto Operation Richmond. L’indagine ha esaminato le trattative del governo del Victoria con il sindacato, in particolare le riforme che portarono alla fusione dei membri della Metropolitan Fire Brigade e dei vigili del fuoco professionisti della Country Fire Authority nella nuova Fire Rescue Victoria.
Secondo quanto riportato in passato, anche Daniel Andrews, allora premier del Victoria durante le trattative, sarebbe stato interrogato nell’ambito dell’operazione, ma non ha mai confermato né smentito. Il caso resta politicamente sensibile: al centro ci sono sindacato, governo e un rapporto anticorruzione ancora non pubblicato.