CARÌ - Senza quasi nessuno sforzo. Jonas Vingegaard conquista la sua quarta tappa al Giro d’Italia 2026 imponendosi nella Bellinzona-Carì di 113 km grazie a un affondo decisivo a sei chilometri dall’arrivo. Un attacco che ha fatto immediatamente il vuoto, assestando una spallata decisiva alla classifica generale e a tutti i suoi avversari. Secondo posto per Felix Gall, arrivato al traguardo con 1’09” di ritardo, terza posizione per Jai Hindley che, dopo il definitivo crollo di Giulio Pellizzari, l’azzurro si è staccato all’inizio dell’ultima salita chiudendo con 18’06” di distacco, diventa di fatto l’uomo di classifica della Red Bull-BORA-Hansgrohe. Ma insidiare il danese appare complicato: Gall accusa 4’03” nella generale, mentre Arensman (INEOS Grenadiers) completa il podio a 4’27”.

La tappa più breve dell’edizione numero 109, è stata animata da una fuga composta da 13 corridori: Giulio Ciccone (Lidl-Trek), Juan Pedro Lopez ed Einer Rubio (Movistar), Chris Harper (Q36.5 Pro Cycling Team), Alan Hatherly (Jayco AlUla), Jardi van der Lee (EF Education-EasyPost), Josh Kench (Groupama-FDJ), Filippo Zana (Soudal Quick-Step), Frank van den Broek (Picnic PostNL), Alessandro Tonelli (Polti VisitMalta), Diego Ulissi (XDS Astana) e il duo UAE Team Emirates-XRG formato da Jan Christen e Jhonatan Narvaez. La Visma-Lease a Bike ha controllato la corsa a distanza senza concedere troppo spazio ai battistrada.

Con il passare dei chilometri Ciccone, Rubio, Harper, Narvaez e Ulissi hanno provato a giocarsi la vittoria di tappa, ma il quintetto è stato riassorbito dal gruppo nel finale. Sull’ultima salita la Visma ha imposto un ritmo infernale: Piganzoli, miglior italiano in classifica generale con 7’57” di ritardo dal leader, ha preparato il terreno per l’attacco di Vingegaard a sei chilometri dall’arrivo. Gall ha tentato di limitare i danni, ma per il danese è stata una vera e propria cronoscalata verso il quarto successo in questa corsa rosa.

Il danese si è permesso di non infierire sui rivali, rallentando nettamente il ritmo in vista dell’arrivo e il suo sereno dominio l’ha espresso anche a parole dopo la tappa: “I miei compagni ed io eravamo molto motivati a vincere con la maglia rosa. Abbiamo scelto la prima occasione per farlo, ma se non fosse andata bene oggi, avremmo avuto altre possibilità - ha detto Vingegaard -. È stata una tappa dura, e loro sono stati eccezionali, tirando fino dall’inizio. Ho quattro vittorie, non so se riuscirò ad arrivare alle sei di Tadej Pogacar del 2024. Non ci penso, in questo momento voglio vivere alla giornata”.

Una piccola bugia può essere perdonata al danese, che invece qualche ora prima, nell’ultimo giorno di riposo, aveva detto che non avrebbe corso solo in difesa e infatti, alla partenza da Bellinzona, ha annunciato che puntava alla vittoria in Svizzera. “Ha dimostrato ancora una volta chi comanda, Jonas fa semplicemente il suo gioco”, ha commentato Gall, che a proposito del numero quattro è giunto al secondo posto per la quarta volta.