WASHINGTON – Il presidente Donald Trump ha dichiarato che la visita del sovrano britannico potrebbe contribuire a migliorare i rapporti tra Stati Uniti e Regno Unito, messi alla prova dalle recenti tensioni legate alla guerra in Iran.

In un’intervista alla BBC, Trump ha definito Carlo III “un grande uomo” e ha espresso fiducia nel valore simbolico della visita. “Assolutamente sì, sarà un elemento positivo”, ha affermato, sottolineando di conoscere il re da anni e di nutrire stima nei suoi confronti.

Il viaggio, che durerà quattro giorni, avrà inizio con un incontro privato tra il presidente e il sovrano, seguito da un discorso al Congresso, una cena di Stato e tappe a New York e in Virginia. Carlo sarà accompagnato dalla regina Camilla.

La visita avviene in un contesto politico complesso. Trump ha criticato apertamente il primo ministro britannico Keir Starmer, accusandolo di debolezza e indecisione nella gestione del conflitto in Medio Oriente. Secondo il presidente, Starmer avrebbe poche possibilità di ricostruire i rapporti senza un cambio di linea.

Nonostante le tensioni tra i governi, osservatori ed ex diplomatici invitano a distinguere tra relazioni politiche e legami istituzionali più ampi. Nigel Sheinwald, ex ambasciatore britannico negli Stati Uniti, ha spiegato che la visita non è pensata per risolvere le dispute del momento, ma per ribadire la solidità di un rapporto storico.

“Si tratta di guardare al lungo periodo, ai legami tra i due Paesi e i loro cittadini”, ha dichiarato, evidenziando come la cooperazione tra Stati Uniti e Regno Unito resti uno dei pilastri della sicurezza e dell’economia globale.

Il viaggio assume anche un valore simbolico, coincidendo con il 250° anniversario della dichiarazione di indipendenza americana. Un passaggio storico che segnò la separazione dalle colonie britanniche, ma che nel tempo ha lasciato spazio a una collaborazione stretta tra le due nazioni.

Secondo fonti vicine alla famiglia reale, Trump mantiene un atteggiamento distinto tra politica e monarchia, mostrando un forte interesse per l’istituzione reale. Questo potrebbe facilitare un clima più disteso durante la visita, anche in assenza di progressi immediati sul piano politico.