FIRENZE - Per provare a portare l’Italia nuovamente ai Mondiali il neo ct azzurro Rino Gattuso ha scelto per le sue prime convocazioni in Nazionale, quelle per le gare di qualificazione contro Estonia, venerdì prossimo a Bergamo, e Israele, fra una settimana esatta a Debrecen in Ungheria, due giocatori che l’ultimo mondiale in cui ha partecipato l’Italia l’hanno visto da tifosi, ma solo quando erano molto piccoli considerato che sono rispettivamente classe 2003 e 2005: Giovanni Fabbian e Francesco Pio Esposito.

“Credo che ovviamente dalla Nazionale ci si aspetti di giocare il mondiale, quindi, da esterno, quale ero fino a qualche tempo fa, mi è sempre dispiaciuto non poterla vedere, però ora siamo qui, ci mettiamo a disposizione e facciamo il massimo per raggiungere questo obiettivo”, ha raccontato Fabbian.

La pensa allo stesso modo anche Pio Esposito: “Sicuramente ho sofferto abbastanza quando da bambino ci sono state le due mancate qualificazioni al mondiale, però questa è una cosa che ci può invogliare ancora di più ad essere qui e a dare tutto per questa maglia. Per quanto riguarda il ricordo più bello”, legato alle partite della Nazionale, “io in particolare mi ricordo il gol di Balotelli in Italia-Germania 2-0” agli Europei 2012 “perché da lì a pochi giorni festeggiavo anche il mio compleanno, ero a casa con i miei amici e mi ricordo di questa cosa dei gol di Balotelli con poi la sua esultanza storica”.

Come detto sia per Fabbian che per Esposito si tratta della loro prima chiamata in Nazionale maggiore.

“Ho vissuto questa convocazione in modo assolutamente tranquillo e sereno - ha raccontato Fabbian -, nel senso che è sempre un grande motivo di orgoglio poter far parte di questo gruppo, indossare questa maglia, in una Nazionale con questa storia e quindi sono molto contento, però cerco di vivermela e di godermi al massimo questa esperienza nel migliore dei modi. Sicuramente noi ce la metteremo tutta” per poter esordire in azzurro, “siamo giovani, quindi siamo a completa disposizione dello staff e del mister, cerchiamo di sfruttare tutte le nostre caratteristiche e la nostra gioventù e poi quello che verrà, verrà”.

“Credo che mister Gattuso ci abbia chiamato per le nostre caratteristiche precise che nel mio caso possono essere il lavoro che faccio di gioco per la squadra o comunque le mie doti fisiche.

Col ct l’impatto è stato sicuramente positivo e ci ha trasmesso tutta la sua carica e voglia di far bene e di qualificarsi”, ha puntualizzato Pio Esposito che ha vissuto gli ultimi giorni in una girandola di emozioni.

“Sicuramente sta succedendo tutto molto velocemente, e sono molto contento della prima convocazione, un’emozione grandissima, e dell’esordio in serie A con l’Inter che è un pò il finale di un percorso fatto dal settore giovanile. Ora serve sicuramente grande equilibrio perché può cambiare tutto velocemente”.

“Giocare per la Nazionale è sempre un grande motivo di orgoglio per il senso di appartenenza. Credo sia un po’ il sogno di ogni bambino vestire questa maglia. Io ho avuto anche l’opportunità di indossare le maglie delle nazionali giovanili ed è sempre un’emozione vestire questi colori”, ha raccontato Fabbian che poi a chi gli ha chiesto cosa serva per gestire questo suo momento speciale, ha precisato: “Credo che la cosa fondamentale sia l’umiltà, poi in campo si possono fare molti accorgimenti, si migliora, si impara”.

Fabbian ed Esposito hanno raggiunto l’azzurro nonostante nel calcio italiano si dia sempre meno spazio ai giocatori nostrani. “Credo che in Italia ci siano i giovani come ci sono all’estero, l’importante è avere la possibilità di sbagliare e di riprovare”, ha detto la sua sul tema il centrocampista del Bologna, mentre l’attaccante nerazzurro ha dichiarato: “È una cosa a cui non so dare una risposta perché accada ma è un dato oggettivo che all’estero soprattutto negli ultimi periodi vengono lanciati più giovani”.

Proprio per Pio Esposito negli ultimi mesi si era parlato di una sua possibile partenza dall’Inter per avere maggior continuità di impiego in un altro club.

“Durante tutta l’estate sono stato molto chiacchierato riguardo il mercato, però in realtà non c’è mai stato dubbio sulla mia permanenza all’Inter, nel senso che io non ho mai avuto necessità o voglia di andare via perché alla fine è un sogno per me che si realizza rimanere in nerazzurro dopo tutto il settore giovanile. Non c’è stato nessun dubbio, non volevo fare nessun’altra esperienza”, ha puntualizzato il ventenne attaccante che parlando infine dei suoi compagni di squadra in attacco, ha spiegato: “Io non vedo perché devo sgomitare per rubare il posto a Lautaro e Thuram, ma vedo invece questa stagione come un’opportunità per imparare cose da loro. Al primo ruberei la fame e la cattiveria che ha tutti i giorni anche in allenamento, seppur ha fatto tutto quello che ha fatto, e la voglia di migliorarsi. Fa sempre tutto al 100% delle possibilità, mentre a Marcus prenderei la semplicità che ha nel saltare l’uomo, la velocità è sicuramente una cosa che gli ruberei molto volentieri”.