PERTH – A partire da oggi, la Corte federale esaminerà due ricorsi contro la decisione del ministro dell’Ambiente Murray Watt di autorizzare altri quarant’anni di attività per il polo del gas North West Shelf, nel Pilbara.

L’Australian Conservation Foundation e Friends of Australian Rock Art chiedono l’annullamento del provvedimento con cui le operazioni di Woodside sono state prorogate fino al 2070. Le organizzazioni sostengono che il progetto contribuirà in misura rilevante al cambiamento climatico e provocherà ulteriori conseguenze sul patrimonio rupestre di Murujuga, risalente a circa 40mila anni fa.

Secondo i ricorrenti, il ministro avrebbe approvato l’estensione senza disporre di informazioni sufficientemente precise sulla configurazione futura dell’impianto e sulla quantità di emissioni che verrà prodotta.

I legali dell’Australian Conservation Foundation contesteranno inoltre il modo in cui Watt avrebbe valutato i benefici economici collegati al progetto Browse, una proposta separata di Woodside per lo sfruttamento di un giacimento al largo della costa del Kimberley e non ancora autorizzata.

La fondazione sostiene che il ministro non avrebbe dovuto includere quei possibili vantaggi nella propria decisione. I legali affermeranno anche che gli effetti fisici del riscaldamento globale non sarebbero stati adeguatamente considerati come un impatto del progetto.

Nelle note depositate dinanzi alla Corte, i rappresentanti del ministro hanno chiesto il rigetto dei ricorsi, sostenendo che le motivazioni avanzate dai gruppi ambientalisti non abbiano fondamento giuridico.

Anche Woodside interverrà nelle udienze per sostenere la validità dell’autorizzazione. La società afferma che il North West Shelf è stato sottoposto a una valutazione ampia e prolungata da parte delle autorità federali e statali, nel rispetto delle procedure previste dalla legge.

Il progetto era stato trasmesso all’esame dell’autorità federale nel novembre 2018. Secondo l’azienda, il procedimento è proseguito per quasi sette anni prima della decisione definitiva.

Friends of Australian Rock Art ha avviato il ricorso federale mentre prosegue un’altra azione davanti alla Corte Suprema del Western Australia contro l’approvazione statale.

L’organizzazione sostiene che il ministro non abbia valutato correttamente i costi economici e sociali derivanti dal protrarsi dei danni al patrimonio culturale del popolo Murujuga. Il sito, nella regione di Burrup Peninsula, ospita una delle più vaste concentrazioni conosciute di incisioni rupestri antiche.

L’Australian Conservation Foundation stima che, se l’estensione procederà, il polo potrebbe generare entro il 2070 circa quattro miliardi di tonnellate di gas serra. La quantità sarebbe pari a quasi dieci volte le emissioni annuali complessive dell’Australia.

Il processo dovrà stabilire se Watt abbia esercitato correttamente i propri poteri e se le valutazioni ambientali, climatiche ed economiche poste alla base della proroga siano sufficienti a sostenere una delle autorizzazioni industriali più controverse degli ultimi anni.