A 19 anni, li ha compiuti lo scorso 13 luglio, lo spagnolo Yamal ha vinto la Coppa del Mondo e in futuro avrà la possibilità di ripetersi. Nella finale vinta dagli iberici sui campioni uscenti dell’Argentina, non è stato protagonista come in altre circostanze, ma sicuramente ha fatto meglio di Messi, che di anni ne ha festeggiati 39 lo scorso 24 giugno e che s’è dimostrato all’altezza della sua fama solo nei minuti finali. Nei tempi regolamentari il sudamericano è stato l’ombra di sé stesso, fiaccato probabilmente dalle fatiche degli incontri precedenti con due gare vinte ai supplementari (Capo Verde e Svizzera) e altre due conquistate in rimonta (Egitto e Inghilterra). Se a questo aggiungete che la nazionale di Scaloni (passaporto italiano, origini marchigiane) non ha mai calciato in porta, vi renderete conto di quanto sia legittimo il trionfo della Spagna che ha subito appena una rete in 8 partite.

Confermato, quindi, il pronostico della vigilia. E il fatto che il gol decisivo di Ferran Torres sia arrivato in superiorità numerica per l’espulsione del nervoso Enzo Fernandez non smorza la superiorità delle “furie rosse”, campioni del mondo per la seconda volta dopo il successo 2010 in Sud Africa. In tabellino figurano altre 12 conclusioni verso la porta di Martinez e un possesso palla vicino al 68%. Ma che figuraccia l’Argentina con il suo gioco intimidatorio, fatto di falli a oltranza. Il media inglese The Telegraph ha scritto: “Calcio 1, Criminali 0. Ci sono voluti i tempi supplementari per arrivarci, ma grazie a Dio ce l’abbiamo fatta. Lo sport ha trionfato. Qualsiasi altro esito sarebbe sembrato un crimine”. E buon per loro che l’arbitro, lo sloveno Vincic, ne abbia ammoniti solo 4 oltre al rosso per Fernandez. Indisponente anche l’atteggiamento degli argentini che, rivolgendosi ai loro tifosi, hanno voltato le spalle ai vincitori all’alzata di coppa. Quanta differenza con il comportamento di Yamal che, subito dopo il fischio finale, è corso incontro a Messi per abbracciarlo e consolarlo. Un ragazzo di 19 anni ha dato una lezione all’insolenza di chi non ha saputo perdere.

Chissà se il Pallone d’Oro finirà nelle sue mani. A mio parere lo meriterebbe Mbappé che ha vinto la classifica dei goleador e ha staccato Messi nella classifica all-time dei cannonieri. Ahilui non ha trovato l’acuto in semifinale. Ma ciò non inficia il torneo del campione francese. In questo Mondiale rovinato dalla politica, l’Europa ha dimostrato ancora volta di essere il continente più forte. Ma attenzione all’Africa cresciuta oltre ogni previsione: Senegal ed Egitto, tanto per fare due esempio, potevano fare ulteriore strada con un pizzico in più di esperienza. Quanto alla nostra Piccola Italia, portiamo a casa l’insegnamento che arriva dalla Spagna dove il ct De La Fuente ha costruito la nazionale partendo dall’Under 21. Fossimo meno legati ai nomi, confermeremmo ct Silvio Baldini che qualche giorno ha perso la figlia 39enne affetta da tetraparesi spastica. Senza l’amore della famiglia, se ne sarebbe andata chissà quanto tempo fa.