EDIMBURGO — Per oltre tre secoli è stata un punto di riferimento per gli scozzesi a Roma. Oggi, mentre la chiesa è sconsacrata e poco conosciuta, la sua storia torna a vivere a Edimburgo grazie a una mostra che ricostruisce gli ambienti e lo splendore del suo passato. Si intitola La Chiesa di Sant’Andrea degli Scozzesi alle Quattro Fontane ed è il nuovo percorso immersivo proposto dall’Istituto Italiano di Cultura per raccontare un capitolo poco noto dei rapporti tra Italia e Scozia.

Inaugurata l’8 ottobre, l’esposizione è visitabile fino al 18 dicembre 2026 e accompagna il pubblico alla scoperta di un edificio che ha intrecciato per secoli storia religiosa, arte e identità culturale. Situata nel cuore barocco della capitale italiana, la chiesa ha rappresentato a lungo un luogo di riferimento per la comunità scozzese, lasciando una traccia significativa nei rapporti tra i due Paesi.

Il progetto combina ricerca storica e innovazione digitale. Un modello tridimensionale in miniatura, arricchito da contenuti multimediali interattivi, permette di esplorare l’edificio; un’esperienza in Realtà Mista ne ricostruisce virtualmente l’aspetto nel Settecento, quando la chiesa viveva il suo periodo di massimo splendore. La tecnologia diventa così uno strumento per restituire visibilità a un patrimonio oggi poco conosciuto e renderlo accessibile anche a chi non può visitare direttamente il luogo.

La mostra non si limita alla ricostruzione architettonica. Sant’Andrea degli Scozzesi offre anche una chiave di lettura dei legami storici tra Italia e Scozia, costruiti nel tempo attraverso la fede, le espressioni artistiche e gli scambi culturali. Recuperare la memoria della chiesa significa quindi riportare alla luce una storia condivisa, fatta di incontri e influenze reciproche.

All’inaugurazione è intervenuto Stefano De Angelis, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Edimburgo, che ha ricondotto l’iniziativa all’impegno dell’istituzione nel valorizzare luoghi e figure capaci di raccontare l’evoluzione delle relazioni culturali bilaterali.

L’esposizione resterà aperta fino al 18 dicembre. L’ingresso è gratuito, ma la prenotazione è obbligatoria: le visite sono organizzate in fasce di 20 minuti. È possibile riservare un posto scrivendo a rsvp.iicedimburgo@esteri.it, telefonando allo 0131 668 2232 oppure attraverso il link indicato dall’Istituto Italiano di Cultura.

Gli orari di apertura sono dal lunedì al giovedì, dalle 9.30 alle 16, e il venerdì dalle 9.30 alle 13. È prevista anche un’apertura straordinaria sabato 17 ottobre, dalle 10 alle 14.