PARIGI – Un tentativo di disgelo, un “chiarimento” dopo settimane di tensioni e reciproche incomprensioni, con un obiettivo - un mantra, quasi - che resta sempre lo stesso: preservare la compattezza del fronte occidentale. Nella seconda giornata del G7 di Evian, Giorgia Meloni prova a ricucire il rapporto con il presidente americano Donald Trump, incrinatosi nelle ultime settimane sul dossier iraniano.
Il tycoon aveva puntato il dito contro l’Italia, accusandola di non aver fatto abbastanza, mentre Roma aveva optato per una linea più prudente: vedi il no all’uso della base di Sigonella.
Nessun ritorno di fiamma né colpi di spugna sul grande gelo delle ultime settimane, ma qualcosa comincia a muoversi. Sulle rive del lago Lemano, nella cornice esclusiva del Royal Hotel, i due leader hanno avuto un nuovo scambio di battute a margine dei lavori del vertice francese, dopo il colloquio informale andato in scena già nella serata di lunedì durante la cena dei leader.
Un confronto, quello di ieri sera, che fonti diplomatiche italiane descrivono come un incontro di chiarimento, definito “utile” nel contesto del G7, dove le occasioni di contatto tra i capi di Stato e di governo si moltiplicano tra sessioni di lavoro e momenti informali.
Secondo le stesse fonti, il colloquio avrebbe avuto come sfondo la necessità di riaffermare l’unità dell’Occidente, ritenuta “necessaria in questa fase di crisi”. Non sarebbe stato affrontato un singolo dossier specifico, bensì una serie di questioni destinate a tornare al centro delle interlocuzioni anche nelle prossime ore.
Lo scambio, ribadiscono le fonti italiane, è servito “a chiarirsi”, ma la premier “non chiede segnali” dal punto di vista comunicativo al presidente americano. In questi mesi “c’era stata una certa chiarezza da parte di Meloni su alcune uscite pubbliche del presidente” Trump ed “è stato chiarito da parte di entrambi come è importante in questa fase il concetto di unità su cui” la premier “insiste sempre e crede realmente”.
Non è mancato un siparietto, in una pausa dei lavori. “Siete di nuovo amici?”: è la domanda del presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, che dà il via a uno scambio di battute tra Trump e Meloni. “Lo siamo sempre stati”, replica pronta la premier italiana. Ma il tycoon non si fa sfuggire l’occasione per punzecchiare, facendo riferimento alle recenti frizioni sul tema Iran: “Sono stato abbandonato”, dice rivolto al cancelliere tedesco Friedrich Merz. Un’uscita che si chiude tra le risate della premier: “No, non è vero!”.
Trump, nei mesi scorsi, ha più volte criticato gli alleati della Nato - Italia compresa - per il mancato sostegno all’azione degli Stati Uniti nella guerra contro l’Iran. Il presidente americano ha attaccato gli alleati europei accusati per il mancato invio di navi nella fase più calda della crisi legata allo Stretto di Hormuz.
Il numero 1 della Casa Bianca, in particolare in un’intervista al Corriere della Sera, ha espresso considerazioni critiche sulla premier Meloni, che aveva espresso sostegno a Papa Leone XIV accusato da Trump di aver adottato posizioni troppo soft nei confronti dell’Iran.
Altri episodi durante il vertice sembrano confermare l’apparente disgelo tra gli alleati. Ancor prima che si aprisse la sessione di lavoro iniziale dedicata all’Ucraina, il cancelliere tedesco ha fatto il giro del tavolo e ha raggiunto Trump, seduto tra Macron e Keir Starmer, per consegnargli una maglia della Germania personalizzata col suo nome e il numero 47. Facendo riferimento alle origini tedesche della famiglia di Trump e al numero della sua attuale presidenza.
Trump è parso sorpreso del regalo, sulle prime non ha neppure ben capito che la maglia dovesse tenersela. Poi Merz ha insistito: “È per te!”. Allora Trump ha fatto buon viso a cattivo gioco e ha posato sorridente per la foto di rito con Merz.
“Siamo nella stessa squadra”, ha scritto Merz sui social media riferendosi a Trump, cogliendo anche l’occasione per augurargli, seppur in ritardo, buon compleanno per i suoi 80 anni.