Nessuna violazione del codice disciplinare. La Fifa assolve l’addetto australiano alla Var Shaun Evans, finito nella bufera nelle ultime ore. In occasione di Germania-Curaçao, le telecamere hanno inquadrato la sala Var dove Evans è stato ripreso mentre faceva il gesto tradizionalmente interpretato come “ok” con la mano destra accostata alla gamba.
Gesto che però negli ultimi anni è stato anche utilizzato anche come simbolo del “White Power”, visto che tre dita formerebbero la “W” di White (bianco), mentre pollice e indice rappresenterebbero la “P” di Power (potere). B
renton Tarrant, suprematista australiano, fece questo gesto durante un’udienza in tribunale nel 2019, dopo essere stato arrestato per l’uccisione di 50 persone nell’attacco armato a due moschee in Nuova Zelanda.
“La copertura mediatica seguita a questo incidente semplicemente non riflette chi sono - si è difeso Evans in una nota diffusa dalla Fifa e riportata dalla BBC - Naturalmente comprendo come il gesto sia stato interpretato e me ne rammarico, tuttavia voglio essere molto chiaro e affermare categoricamente che non ho consapevolmente né deliberatamente fatto il gesto che mi viene attribuito”.
Il 38enne australiano assicura che si è trattato di “un movimento involontario e subconscio” e che non era sua intenzione “comunicare un qualsiasi messaggio”. “Arbitrare ai Mondiali è il più grande onore della mia carriera e non vedo l’ora di continuare a supportare i miei colleghi per il resto del torneo”, ha aggiunto Evans.