Quando la FIFA ha annunciato l’introduzione delle pause idratazione a metà di ciascun tempo durante il Mondiale, in molti hanno pensato soprattutto agli spazi pubblicitari. Tony Popovic, invece, ci ha visto un’opportunità tattica.

Il commissario tecnico dei Socceroos ha infatti interpretato fin da subito i break di tre minuti come veri e propri time-out, capaci di influenzare l’andamento delle partite. Un’intuizione che, alla luce dei risultati, sembra aver dato i suoi frutti.

Già nei mesi scorsi Popovic aveva rivelato di voler studiare le strategie adottate in sport come l’AFL, dove le gare sono suddivise in quarti. L’obiettivo era capire come sfruttare al meglio le brevi interruzioni per trasmettere indicazioni immediate e aiutare la squadra a ripartire con maggiore intensità.

“Abbiamo analizzato tutto ciò che poteva offrirci un vantaggio sugli avversari”, aveva spiegato il tecnico australiano. Un piano confermato anche dal vice allenatore Hayden Foxe, secondo cui le squadre capaci di riprendere rapidamente il ritmo dopo le pause riescono spesso a cambiare l’inerzia della gara.

L’approccio si è visto chiaramente nella vittoria per 2-0 contro la Turchia. Durante la prima pausa, Popovic ha parlato a lungo con il giovane talento Nestory Irankunda e con Mohamed Toure, mentre il centrocampista Paul Okon-Engstler ha ricevuto indicazioni dal vice allenatore Paul Okon. Successivamente il ct ha riunito l’intero gruppo, composto da ben dieci esordienti dal primo minuto.

Le indicazioni hanno avuto un effetto immediato. Pochi minuti dopo la ripresa del gioco, Okon-Engstler ha servito un assist perfetto a Irankunda per il gol del vantaggio. “Mi ha detto di restare calmo e continuare a spingere. Quel confronto mi ha aiutato e poi sono riuscito a segnare”, ha raccontato l’attaccante.

Anche il secondo gol australiano, firmato da Connor Metcalfe, è arrivato poco dopo la seconda pausa, confermando l’efficacia della strategia.

I Socceroos intendono continuare a sfruttare queste interruzioni anche nella prossima sfida contro gli Stati Uniti a Seattle. “Le pause sono qui per restare e dobbiamo usarle nel modo migliore possibile”, ha concluso Foxe.