VIENNA – Il consiglio dei governatori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) ha approvato una risoluzione che deferisce l’Iran al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per violazioni degli obblighi di non proliferazione, la prima decisione di questo tipo in vent’anni.

Il testo, presentato da Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Germania, ha ottenuto 23 voti favorevoli, tre contrari e otto astensioni. Russia, Cina e Niger hanno votato contro.

La risoluzione segue quella approvata il 12 giugno dello scorso anno, alla vigilia dell’inizio degli attacchi israeliani contro gli impianti nucleari iraniani, seguiti poi da operazioni militari statunitensi. Quel documento aveva già stabilito che Tehran non era in regola con i propri obblighi, ma per trasmettere formalmente il caso al Consiglio di Sicurezza era necessario un ulteriore voto.

È comunque improbabile che l’ONU adotti misure concrete, poiché Russia e Cina, entrambe alleate dell’Iran, dispongono del diritto di veto.

Tehran aveva avvertito lunedì che avrebbe reagito all’approvazione del provvedimento, ma la prima dichiarazione della missione iraniana presso l’AIEA non ha indicato misure specifiche.

L’Iran ha definito la risoluzione “politica” e ha attribuito l’attuale situazione agli attacchi compiuti da Stati Uniti e Israel.

Il deferimento riguarda in origine la mancata spiegazione della presenza di tracce di uranio rinvenute in siti non dichiarati, oggetto di indagini da parte dell’AIEA per anni.

Lo scontro si è però ulteriormente aggravato dopo i bombardamenti contro le principali infrastrutture nucleari iraniane.

Tehran non ha ancora consentito agli ispettori dell’AIEA di tornare nei siti colpiti, comprese le tre strutture per l’arricchimento dell’uranio che sono state distrutte o gravemente danneggiate.

Rimane inoltre irrisolta la questione delle scorte di uranio arricchito.

Prima degli attacchi, l’Agenzia stimava che l’Iran disponesse di 440,9 chilogrammi di uranio arricchito fino al 60 per cento, una concentrazione vicina al livello necessario per uso militare.

Secondo i parametri dell’AIEA, se ulteriormente arricchita, quella quantità sarebbe sufficiente per circa dieci ordigni nucleari.

Non è chiaro quanto materiale sia sopravvissuto agli attacchi, anche se l’Agenzia ritiene che oltre 200 chilogrammi possano trovarsi ancora in uno dei siti.

Il direttore generale Rafael Grossi ha definito la mancanza di accesso agli impianti e alle relative scorte “una seria preoccupazione per la proliferazione”, chiedendo che la situazione venga corretta con la massima urgenza.

La decisione viene presa mentre il confronto militare tra Iran e Stati Uniti si intensifica nel Golfo.

Tehran ha dichiarato di avere attaccato dieci navi vicino allo Stretto di Hormuz dopo che Washington aveva affondato cinque petroliere iraniane, mentre il Brent ha superato i 100 dollari al barile.

Il segretario generale dell’ONU Antonio Guterres ha invitato tutte le parti alla massima moderazione per evitare un ulteriore deterioramento della situazione.