È entrato in servizio la scorsa settimana a Sydney il furgone alimentare di Hope on Wheels, l’iniziativa che da sette anni distribuisce pasti ai senzatetto di Martin Place ogni martedì sera.

Finora i volontari lavoravano senza un mezzo proprio, distribuendo pasti caldi e freddi, dolci, bevande, vestiti e sacchi a pelo.

L’acquisto è stato reso possibile dal Father Atanasio Gonelli Charitable Fund, dal Canada Bay Club di Five Dock, da Crash Claim e da Sargents, oltre che da donatori privati.

Il fondo intitolato a padre Atanasio Gonelli fa capo al comitato presieduto da Felice Montrone e alla comunità di St Fiacre’s a Leichhardt, la parrocchia affidata ai cappuccini nel 1946 insieme alla cappellania per i migranti italiani di Sydney, con il compito di occuparsi anche dei loro bisogni materiali.

A coordinare l’iniziativa è Natalino Bongiorno, che il 26 gennaio scorso la City of Canada Bay ha nominato Citizen of the Year, e nella motivazione il comune indica proprio questo lavoro: la capacità di mettere insieme fornitori, volontari e partner della comunità perché chi vive per strada riceva non solo un pasto ma dignità e contatto umano.

Bongiorno è anche socio fondatore del comitato della Foundation for A Bloody Great Cause, che da oltre sette anni sostiene l’Unità di ricerca clinica ematologica del Concord Hospital. Come direttore e segretario ha contribuito a una raccolta superiore a 1,8 milioni di dollari per sperimentazioni cliniche sui tumori del sangue. Da otto anni è vicepresidente della Majors Bay Chamber of Commerce.

Al gruppo si è unita circa un anno fa Carla Capraro, contabile, titolare dello studio Capraro Consulting a Concord, che ha spiegato di aver scelto questa attività perché consente un aiuto diretto, senza intermediari: “Dalle nostre mani alle loro”. E alla domanda su cosa provi quando porta il cibo dove dormono i senzatetto, ha risposto: “Gratitudine. Ti fa rivedere tutto. E loro sono davvero riconoscenti”.

Adesso, con il furgone, i volontari potranno raggiungere ancora più persone per portare un pasto caldo e forse anche un po’ di speranza.