CANBERRA - Anthony Albanese ha espresso sostegno a Keir Starmer, mentre il leader britannico affronta nuove pressioni interne dopo le pesanti perdite subite dal Labour nelle elezioni locali.

Diversi parlamentari del partito chiedono ora al premier del Regno Unito di dimettersi, a meno di due anni dalla vittoria schiacciante che lo aveva portato a Downing Street.

Albanese, ospite di ABC Radio, ha dichiarato di sperare che Starmer resti al suo posto. “È un mio amico, e spero che Keir Starmer continui a servire come primo ministro del Regno Unito”. Il primo ministro australiano ha poi richiamato l’instabilità politica vissuta dalla Gran Bretagna negli ultimi anni: “Abbiamo avuto a che fare con quattro primi ministri britannici da quando sono stato eletto primo ministro, e la porta girevole dei leader non porta stabilità”.

Il commento è insolito, perché Albanese tende di norma a evitare giudizi diretti sulla politica interna dei Paesi alleati. In questo caso, però, ha sottolineato il valore della continuità, facendo anche un paragone con l’esperienza australiana. “In Australia abbiamo avuto quattro primi ministri eletti rimossi in un periodo relativamente breve - ha detto -. Non voglio vedere il Regno Unito prendere la strada che ha preso l’Australia”.

La posizione di Albanese si presenta in un momento delicato per Starmer. Il Labour Party ha subito forti arretramenti nei consigli locali, perdendo terreno in aree dove il partito era abituato a dominare. Il principale beneficiario è stato Reform UK, il partito di destra guidato dall’ex volto della campagna Brexit Nigel Farage, che ha conquistato molti seggi sottratti ai maggiori partiti.

Il successo di Reform UK ha alimentato paragoni con la crescita di One Nation in Australia. Entrambi i partiti sono nati ai margini del sistema politico tradizionale e oggi insidiano forze storiche, intercettando malcontento verso immigrazione, costo della vita e distanza percepita tra elettori e classe dirigente.

Starmer era arrivato al governo nel 2024 con una delle maggioranze più ampie della storia politica britannica moderna. Ma scandali, scarsa popolarità nei sondaggi e l’ampiezza della sconfitta locale hanno indebolito la sua posizione. Più di venti parlamentari Laburisti avrebbero chiesto le sue dimissioni. Per aprire una sfida formale alla leadership servirebbe però il sostegno del 20 per cento del gruppo parlamentare: 81 deputati su 403.

Per Albanese, il messaggio è semplice: cambiare leader non risolve automaticamente una crisi politica. Anzi, può renderla permanente.