CANBERRA – Anthony Albanese ha attaccato gli oppositori dell’accordo di libero scambio tra Australia e Unione europea, accusandoli di mettere a rischio il futuro economico del Paese tramite quella che ha definito una politica “nativista”.

L’intesa, finalizzata a marzo dopo otto anni di negoziati, non è ancora stata ratificata dal Parlamento e il suo futuro resta incerto, dal momento che finore Coalizione e Verdi non hanno garantito il proprio sostegno.

Secondo il governo, l’accordo potrebbe generare fino a 30 miliardi di dollari di scambi commerciali e portare benefici anche ai consumatori, attraverso prezzi più bassi per alimenti, vino, automobili e abbigliamento provenienti dall’Europa.

In cambio, Bruxelles eliminerebbe o ridurrebbe progressivamente i dazi su prodotti alimentari australiani, minerali critici e manufatti.

Albanese ha sostenuto che il 98 per cento delle esportazioni australiane di beni e servizi diventerebbe esente da dazi e che il beneficio complessivo per l’economia nazionale potrebbe raggiungere i dieci miliardi di dollari.

“È un buon accordo. Ed è positivo anche per i consumatori australiani, perché importazioni meno costose contribuiscono a contenere i prezzi”, ha dichiarato oggi.

Il primo ministro ha quindi criticato chi utilizza il negoziato come “una scusa per imboccare la strada della politica protezionistica e nativista”, sottolineando che l’Australia dipende fortemente dagli scambi internazionali.

“Siamo una nazione commerciale. Siamo un continente insulare nel quale crescita economica e produttività vengono rafforzate dall’interazione con il resto del mondo”, ha affermato.

Le perplessità più forti provengono da esponenti della Coalizione e dalle organizzazioni agricole, che contestano l’equilibrio dell’accordo e chiedono maggiori garanzie per agricoltori e produttori di acciaio.

Il leader dei Nazionali Matt Canavan ha criticato il patto per le conseguenze sul settore agricolo, alimentando anche tensioni interne alla Coalizione sul peso del partito minore nella definizione della linea politica.

Il leader dell’opposizione Angus Taylor ha chiesto invece di riaprire il negoziato.

“Così com’è, è un cattivo accordo”, ha dichiarato a Canberra.

Albanese ha replicato sostenendo che l’opposizione dei Liberali sia in contraddizione con i principi tradizionalmente rivendicati dal partito in favore dei mercati aperti e del libero scambio.

Senza il sostegno della Coalizione o dei Verdi, tuttavia, il governo non dispone dei numeri necessari per ottenere l’approvazione parlamentare e completare la ratifica dell’intesa.