RIO DE JANEIRO (BRASILE) - “Non sono ossessionato dalla vittoria”. Carlo Ancelotti si racconta a meno di un mese dall’inizio dei Mondiali ed a poche ore dalla presentazione della lista dei pre-convovati, parlando della “nazionale più importante del mondo”, di come valorizzare Vinícius e di quello che ha imparato al Real Madrid.

“Quello che ho è la passione per godermi i momenti che il calcio mi ha regalato. Se sono ambizioso? No, non sono ossessionato dal vincere il Mondiale, ma provo piacere e passione nel vivere questo momento alla guida della nazionale più importante del mondo” ha raccontato in una lunga interista al Guardian.

Dopo una carriera straordinaria da allenatore, con cinque Champions League vinte e titoli nazionali in Inghilterra, Francia, Germania, Italia e Spagna, Ancelotti affronta per la prima volta un Mondiale da commissario tecnico. Il suo obiettivo è riportare il Brasile sul tetto del mondo, interrompendo un digiuno che dura dal 2002. “Non potrei vivere senza il calcio”, racconta.

“Guardare una partita per me non è lavoro, è piacere. Amo il cinema: il calcio mi dà la stessa sensazione di un bel film”.

Ancelotti spiega che il suo rapporto umano con i giocatori è una delle chiavi del suo successo: “Forse ciò che mi distingue è il rispetto che mostro alle persone. La relazione con i giocatori è la parte più difficile e più importante del lavoro di allenatore”.

Il tecnico italiano respinge poi le critiche di chi lo considera soltanto un “gestore di uomini”: “Non vinco titoli solo grazie al rapporto con i calciatori. Conosco molto bene tutti gli aspetti del gioco”.

Sul Brasile e la cultura del Paese aggiunge: “I brasiliani hanno un amore speciale per la maglia. In Europa questo legame con la Nazionale si è perso. Ammiro la gioia del popolo brasiliano, l’energia del Paese e la bellezza di Rio de Janeiro”.

Ancelotti parla anche della fede cattolica: “La religione mi ha insegnato il rispetto per gli altri e mi ha aiutato a diventare una brava persona”. Tra le principali sfide del ct c’è quella di valorizzare Vinícius con la Seleção: “La responsabilità che sente è enorme. Dobbiamo alleggerirlo perché possa giocare con gioia. Non abbiamo bisogno di un solo protagonista: per vincere il Mondiale bisogna pensare come squadra”.

Grande attenzione inevitabilmente su Neymar, fermo con la nazionale dall’ottobre 2023. Ancelotti è netto: “La convocazione dipende solo da lui. Conta ciò che mostrerà in campo. Il talento di Neymar non è in discussione, bisogna valutare solo la sua condizione fisica”.

Il ct apre anche alla possibile convocazione di Thiago Silva: “È nei nostri radar, sta giocando molto bene ed è in grande forma. I leader sono fondamentali”.

Infine, Ancelotti rivela cosa ha portato con sé dall’esperienza al Real Madrid: “L’insegnamento più importante è l’esigenza. Quando pretendi il massimo, hai più possibilità di vincere”.