MELBOURNE - La commissione reale sull’antisemitismo sposta il proprio esame sulle università australiane, dove studenti ebrei racconteranno episodi di abuso, intimidazione e molestie, mentre gli attivisti pro-Palestina rivendicheranno il diritto alla libertà di espressione.
Le audizioni pubbliche della Royal Commission on Antisemitism and Social Cohesion riprendono oggi a Melbourne e saranno dedicate alle esperienze di studenti e accademici, oltre che alla risposta degli atenei dopo le tensioni esplose nei campus durante la guerra a Gaza.
Tra i testimoni figurano il presidente della Human Rights Commission Hugh de Kretser e l’accademico Andy Smidt, che ha guidato un reclamo a SafeWork NSW contro la University of Sydney, accusata di non avere protetto adeguatamente il personale ebraico.
Sarà ascoltata anche Yasmine Johnson, coordinatrice nazionale congiunta di Students for Palestine e studentessa ebrea alla University of Technology Sydney. Johnson respinge l’idea che l’attivismo pro-Palestina sia di per sé antisemita e ha detto di voler comparire davanti alla commissione per “difendere il movimento pro-Palestina come movimento per la giustizia”.
Secondo Johnson, la libertà di espressione nell’istruzione superiore si sta restringendo. Ha raccontato che nel suo ateneo agli studenti sarebbe stato impedito di usare la parola “genocidio” in un volantino, citando l’episodio come esempio di un clima esteso a livello nazionale.
Nel 2024 diversi campus australiani hanno ospitato accampamenti pro-Palestina, poi sgomberati in più casi dalle amministrazioni universitarie. Quelle decisioni hanno alimentato tra studenti e personale il timore che alcune posizioni politiche fossero represse. Per altri, invece, le proteste hanno reso gli spazi universitari insicuri per gli ebrei australiani.
Il ministro dell’Istruzione Jason Clare ha detto che gli atenei sono stati colti impreparati dall’antisemitismo nei campus e che resta molto lavoro da fare. Ospite di Sky News, ha anticipato che la Commissione ascolterà prove “piuttosto orribili”, in particolare da studenti ebrei che descriveranno abusi, intimidazioni e molestie subite all’università.
Da oggi il governo rafforzerà gli standard di governance universitaria. Le istituzioni dovranno adottare criteri antirazzismo che includano definizioni di antisemitismo, islamofobia e razzismo contro i popoli aborigeni e delle isole dello Stretto di Torres.
Clare ha inoltre preannunciato maggiori poteri per il regolatore, con norme di applicazione che saranno introdotte nei prossimi mesi. Il governo intende così spostare la risposta dagli impegni generici a obblighi più controllabili.
Il rapporto dell’inviata speciale contro l’antisemitismo Jillian Segal, pubblicato nel luglio 2025, aveva raccomandato anche la revoca dei finanziamenti agli atenei che non affrontino adeguatamente il problema. Le audizioni di Melbourne diranno quanto quella linea sia destinata a pesare sul futuro delle università.