SYDNEY - Secondo l’ultimo Resolve Political Monitor, il sostegno a Pauline Hanson e One Nation è arretrato dopo il controverso discorso della senatrice al National Press Club, con una parte dell’elettorato tornata verso la Coalizione.

Il sondaggio, pubblicato ieri sera dai quotidiani Nine e condotto tra il 6 e l’11 luglio su 2.252 persone, indica One Nation al 26%, tre punti in meno rispetto al mese precedente. La Coalizione sale invece al 23%, mentre il Partito laburista resta stabile al 28% e i Verdi al 12%.

L’oscillazione è ancora più marcata nella domanda sul primo ministro preferito. Hanson scende dal 33% di giugno al 25%, perdendo otto punti in un mese. Anthony Albanese risale al 33%, quattro punti in più, mentre Angus Taylor arriva al 21%, con un incremento di due punti.

Il dato conferma una tendenza emersa anche nelle rilevazioni Newspoll e Redbridge diffuse nelle ultime due settimane, entrambe segnate da un calo della popolarità di Hanson dopo il discorso del 17 giugno al National Press Club di Canberra.

Prima di quell’intervento, la leader di One Nation aveva superato Albanese come primo ministro preferito in un sondaggio Resolve di giugno, con il 33% contro il 29% del primo ministro. Quel risultato aveva consolidato la percezione di una forte avanzata populista, in una fase di debolezza per i due maggiori schieramenti e di grave difficoltà per la Coalizione guidata da Taylor.

Il discorso al Press Club ha però cambiato il quadro. Hanson ha sostenuto che l’Australia dovrebbe respingere quella che ha definito una politica fallita di multiculturalismo e diventare invece una “monocultura”. Le parole hanno provocato critiche diffuse e hanno riaperto il confronto sul rapporto tra identità nazionale, immigrazione e coesione sociale.

La senatrice ha anche affermato che i lavoratori non dovrebbero essere pagati per assentarsi dal lavoro, neppure in caso di congedo di maternità. In seguito ha sostenuto che la frase fosse stata estrapolata dal contesto, ma il danno politico appare riflesso nei numeri.

Per la Coalizione, il recupero resta parziale ma politicamente utile. Taylor ha escluso un’alleanza con One Nation e ha cercato di riportare il confronto su economia, tasse, produttività e costo della vita. Il nuovo sondaggio suggerisce che una parte degli elettori conservatori, dopo l’intervento di Hanson, possa essere meno incline a seguirla.

Resta però un quadro frammentato. One Nation conserva un consenso elevato, superiore a quello della Coalizione nel voto primario, mentre il Partito laburista mantiene il primo posto senza espandere la propria base. Il confronto verso le prossime elezioni si giocherà quindi non solo tra governo e opposizione, ma anche sulla capacità della destra di contenere o assorbire il voto di protesta.

Domenica, Barnaby Joyce, portavoce al Tesoro di One Nation, ha respinto le critiche sulle politiche non quantificate nei costi, sostenendo che il partito non dispone delle risorse adeguate per ottenere valutazioni indipendenti.