I francesi in attacco non hanno rivali quanto a talenti: non solo Mbappé, 8 reti alla pari con Messi, ma anche Dembelè, autore d’una tripletta alla Norvegia nella fase a gironi, Barcola e Douè.

Con mille complimenti al ct Deschamps, cacciato frettolosamente dalla Juventus vent’anni fa, che sa farli ruotare alla perfezione. Ma non si tratta di un fattore sorprendente.

A destare clamore è la tenuta difensiva con appena 2 gol al passivo (l’uno dal Senegal, l’altro dalla Norvegia) nella fase iniziale. Poi “clean sheet” a ripetizione negli incontri a eliminazione diretta. A dirla tutta una formazione senza punti deboli.

Ecco perché si presenta da favorita nella semifinale contro la Spagna che non ha ancora Yamal al meglio e, viste le prestazioni ondivaghe di Oyarzabal, deve affidarsi agli spunti del panchinaro Merino, divenuto l’uomo della provvidenza. Ma la capacità di palleggio degli iberici, attenzione, può irretire i transalpini. E Yamal non ha colpi inferiori a Mbappé.

Equilibrio ancora più intenso nell’altra semifinale fra Inghilterra e Argentina dove il duello fra Kane e Messi può risultare decisivo.

Il ct dei britannici, Tuchel, subito dopo il successo sulla Norvegia, ha criticato il comportamento e il gioco dei suoi uomini (“Non mi sono piaciuti, bisogna fare molto meglio per andare avanti”), e su questo punto s’è scontrato con Bellingham che invece ha sottolineato l’importanza di portare a casa una partita sporca.

Entrambi hanno una parte di ragione. Basti sottolineare che la Norvegia, nonostante la mediocre prova di Haaland, è andata a un passo dalla vittoria: sul punteggio di 1-1, gol annullato a Erling per un precedente opinabile fallo di Haaland su Anderson e traversa di Ajer.

E non dimentichiamo che una rete di Bellingham è viziata dal tocco del pallone al cavo della “spider camera”, mai arrivato al Var. Del genere che la tecnologia non è un dogma.

In chiaroscuro anche l’Argentina, campione del mondo: nei quarti sembrava destinata a soccombere con l’Egitto che fino al 78’ vinceva per 2-0 e s’è visto annullare in modo fiscale un terzo gol di Zico.

Poi la resurrezione con le reti di Romero, Messi e Fernandez in 14 minuti.

In semifinale ha superato la Svizzera solo dopo l’espulsione per doppia ammonizione di Embolo: decisivo l’intervento del Var che ha capivolto la decisione dell’arbitro: non fallo di Paredes, ma simulazione di Embolo con cartellino giallo passato dal primo al secondo.

Per curiosità, se l’arbitro non avesse ammonito Paredes, Embolo non sarebbe stato sanzionato perché non ci sarebbe stato errore di individuazione nell’ammonizione.

Giusto per sottolineare quanto il Mondiale viva di sottigliezze.