KIEV – Volodymyr Zelensky rimescola ancora una volta le carte di un governo che dall’inizio della guerra ha visto avvicendarsi più volte ministri, sottosegretari, capi militari e funzionari. Per ultima, a lasciare il suo incarico sarà Yulia Svyrydenko, dopo appena un anno dall’inizio del suo mandato da premier, in un rimpasto che secondo i media ucraini ha sorpreso anche i parlamentari del partito Servitore del Popolo del presidente. Alimentando le speculazioni sul vero motivo che si cela dietro l’ennesima decisione di rivedere la sua squadra.
“In Ucraina inizieranno cambiamenti di personale per garantire l’attuazione della nuova strategia politica”, ha annunciato Zelensky su X, esprimendo “gratitudine” a Svyrydenko e sottolineando di averle “offerto l’opportunità di guidare un nuovo e importante settore di relazioni con un partner chiave”, senza fornire dettagli.
L’annuncio ha fatto partire immediatamente la macchina delle speculazioni sui media, che vedrebbero la 40enne già ex ministra dell’Economia - che ha svolto un ruolo chiave nell’accordo sui minerali con Washington - in un possibile approdo come ambasciatrice in Usa.
Se fosse vero, andrebbe a sostituire Olga Stefanishyna dopo appena un anno di mandato: secondo Rbc Ucraina, l’attuale rappresentante in Usa sarebbe finita nel mirino della Nabu, l’autorità anticorruzione ucraina che nel novembre 2025 fu responsabile dello scandalo corruzione nella cerchia ristretta di Zelensky che provocò pochi mesi dopo, a gennaio di quest’anno, l’ultimo - micidiale - rimpasto di governo ucraino. Facendo cadere la testa del braccio destro del leader ucraino, l’ex capo dell’ufficio presidenziale Andriy Yermak.
Accanto alle indiscrezioni sul destino di Svyrydenko, si rincorrono le voci su chi possa essere il suo successore. I media danno in pole position Serhii Koretskyi, attualmente a capo della compagnia energetica statale Naftogaz. Tra i nomi circola anche un possibile ritorno di Denys Shmyhal, già premier prima di Svyrydenko e attuale ministro dell’Energia. Ci sono poi Mykhailo Fedorov, attuale ministro della Difesa, e il sindaco di Kharkiv Ihor Terekhov. Tutti funzionari con i quali Zelensky ha avuto incontri nell’ultima giornata.
Al netto delle indiscrezioni, Zelensky ha in ogni caso delineato chiaramente le priorità della politica estera, e tra queste c’è l’attuazione dell’accordo con Washington per la produzione di missili antiaerei Patriot in Ucraina, il progetto antibalistico europeo, i negoziati per l’adesione all’Ue e le relazioni di vicinato, “specialmente” Polonia e Ungheria: “Ogni area prioritaria della politica estera sarà affidata a una persona specifica con solida esperienza”, ha affermato.
E per quanto riguarda l’interno del Paese, “ci sono nuove sfide e nuovi compiti. Tutto il lavoro nelle regioni di prima linea e di confine dell’Ucraina, che subiscono attacchi russi ogni giorno, deve essere significativamente rafforzato”, e “prepararsi all’inverno è una priorità estremamente importante e l’Ucraina deve essere pronta ad affrontare qualsiasi minaccia”.
Da qui, l’annuncio di un “rinnovamento del Consiglio dei Ministri” e anche di “cambiamenti tra i capi delle agenzie di forze dell’ordine”. Un annuncio che è ha colto di sorpresa i deputati del partito di Zelensky, che secondo il Kyiv Independent si riunirà il 14 luglio per discutere i cambiamenti nell’esecutivo prima del voto del Parlamento, necessario per approvare il rimpasto.
“È una situazione strana”, ha dichiarato un parlamentare al giornale ucraino: “Le dimissioni dei membri del governo sono generalmente l’ultima risorsa. Di solito ci si aspetta che avvengano in autunno, quando inizia la stagione politica e la gente si aspetta dei cambiamenti”.
Ma di certo, in Ucraina i rimpasti non sono una novità, per un governo che dall’inizio della guerra ne ha viste di tutti i colori, alimentando le critiche contro Zelensky di una gestione eccessivamente personalistica: tra tutti gli episodi, il siluramento di Valery Zaluzhny, ex capo delle forze armate inviato a Londra come ambasciatore mentre cresceva di popolarità nei sondaggi come possibile successore di Zelensky alla presidenza ucraina.