CITTÀ DEL MESSICO (Messico) - “Ce l’abbiamo fatta. Grazie alla Mercedes e alla mia famiglia: senza di loro non sarei qui. È un momento che ricorderò per sempre. Sono senza parole, sto ancora cercando di metabolizzarlo nella mia testa. È stata una stagione incredibile, e condividere questo podio con Verstappen e Hamilton è incredibile. Non vedo l'ora di avere altre battaglie con loro in futuro”. Emozionato e commosso il nuovo campione del mondo della Formula 1, Andrea Kimi Antonelli, dopo la conquista del titolo nel Gran Premio del Messico. “Questo weekend ho sentito un po' più di tensione, ma sono felicissimo di esserci riuscito e di potermi godere il resto della stagione”,

Verstappen vince dunque il Gp del Messico, ma la festa finale a Città del Messico è tutta per Antonelli. Il pilota della Mercedes agguanta un podio intelligente al termine di una gara ragionata e infinita, contrassegnata da una bandiera rossa e da un’interruzione al giro 46 per l’incidente di Bottas, ed è campione del mondo di Formula 1. Kimi chiude terzo dietro al ferrarista Lewis Hamilton, il fuoriclasse sostituito un anno fa in Mercedes, festeggia così il titolo con quattro gare d’anticipo ed entra così di prepotenza nella storia dello sport italiano. Il bolognese, 20 anni, è il più giovane vincitore del Mondiale di Formula 1, nonché il primo nato negli anni Duemila.

I record però non finiscono qui, perché per trovare l’ultimo pilota italiano campione del mondo bisogna tornare indietro al 1953: quell’anno fu Alberto Ascari a conquistare il titolo, il secondo consecutivo per lui, con la Ferrari. Dopo di lui, e prima di Kimi, nessun altro italiano era riuscito nell’impresa. Il titolo di Antonelli, festeggiato tra le lacrime, colora d’azzurro la caitale messicana e fa esultare anche le Frecce d’argento: la Mercedes non vinceva un titolo piloti dal 2020, quando a trionfare era stato Hamilton con il suo settimo sigillo. Il campione affiancato oggi sul gradino più basso del podio, in un’iconica chiusura del cerchio.

E così, da Kimi Raikkonen a Kimi Antonelli, l’Italia dei motori torna a esultare per un mondiale piloti in Formula1 mettendo fine a un digiuno che durava dal 2007. Antonelli riporta il tricolore a vincere l’iride in Formula 1 dopo più di 70 anni. Stando ai dati ufficiali, è il terzo campione del mondo proveniente dal Bel Paese, aggiungendoci anche Nino Farina, vincitore del primo mondiale di Formula1 della storia, nel 1950, con l’Alfa Romeo.

A 20 anni, il bolognese è il più giovane campione del mondo di sempre. Scippa lo scettro a Sebastian Vettel, campione a 23 anni, nel 2010. Ma se da un lato il tedesco si trovò a vincere quel campionato in circostanze rocambolesche, occupando la prima posizione in classifica per la prima volta soltanto al termine dell’ultima gara, in un finale di mondiale che vedeva ancora quattro diversi possibili campioni del mondo, quello di Antonelli è stato un dominio schiacciante, sotto ogni punto di vista.

Ha annientato ogni avversario che gli si è posto davanti, con la rimonta di Monza come manifesto della travolgente superiorità, della Mercedes, certo, ma anche sua. Già, Monza, tempio della velocità che quella domenica ha assunto le sembianze del teatro dell’assurdo, con i tifosi vestiti di rosso in piedi sugli spalti ad applaudire ogni passaggio di un pilota della scuderia nemica. Non fa statistica, ma questa è stata un’impresa nell’impresa, di cui l’unico rammarico è il non aver potuto chiedere un parere a Enzo Ferrari, il Drake. È lecito domandarsi cosa passi nella testa della “saetta del sabato”. Così veniva chiamato George Russell, per la sua bravura in qualifica nei kart. Il britannico è partito dietro al compagno di scuderia per 11 volte su 19 gare, con l’emblema della propria inferiorità nel Gran Premio di Monaco, dove ha dovuto realizzare di essere stato addirittura doppiato, in un circuito in cui in teoria, con le dimensioni attuali delle vetture, sarebbe impossibile sorpassare.

Ma per uno che sulla monoposto porta il numero 12, in onore di Ayrton Senna, l’impossibile è un concetto relativo. E così viene naturale chiudere il mondiale con più di un mese di anticipo, nella pista dove sir Hamilton lo ha vinto due volte. In comune con il sette volte campione del mondo, per Kimi c’è anche l’essere riuscito a vincere il titolo alla seconda stagione della carriera. Oltre a loro due, nell’era moderna, solo Jacques Villeneuve ha fatto altrettanto. Nelle parole della madre, che ha dichiarato che ciò che la rende più orgogliosa è sentir parlar bene del lato umano del figlio, e nelle testimonianze di chi vive la quotidianità a stretto contatto con lui e lo vede lavare la propria auto da sé in un autolavaggio a San Marino, risiede il messaggio più potente di Kimi: la dimostrazione che si può essere i migliori senza la necessità di essere personaggi. E in un periodo storico in cui le nuove generazioni vengono costantemente invase da pseudomodelli di perfezione, questa è la sua vittoria più grande.

Questo l’ordine d’arrivo del Gran Premio del Messico, 19° appuntamento del Mondiale 2026 di Formula 1, disputato lungo 71 giri del circuito di Città del Messico, pari a 305,354 km:

1. Max Verstappen (Ned) Red Bull 2h20’28”772 alla velocità media di 130.419 km/h;

2. Lewis Hamilton (Gbr) Ferrari a 0”79;

3. Andrea Kimi Antonelli (Ita) Mercedes a 4”00;

4. Charles Leclerc (Mon) Ferrari a 10”70;

5. Lando Norris (Gbr) McLaren a 11”77;

6. George Russell (Gbr) Mercedes a 12”26;

7. Oscar Piastri (Aus) McLaren a 19”47;

8. Franco Colapinto (Arg) Alpine a 20”20;

9. Liam Lawson (Nzl) Racing Bulls a 20”89;

10. Pierre Gasly (Fra) Alpine a 21”483.

 

Mondiale piloti:

1. Andrea Kimi Antonelli (Ita) Mercedes 380 punti;

2. Max Verstappen (Ned) Red Bull 261 punti;

3. Lewis Hamilton (Gbr) Ferrari 259 punti;

4. George Russell (Gbr) Mercedes 250 punti;

5. Charles Leclerc (Mon) Ferrari 245 punti;

6. Lando Norris (Gbr) McLaren 221 punti;

7. Oscar Piastri (Aus) McLaren 150 punti;

8. Isack Hadjar (Fra) Red Bull 105 punti;

9. Liam Lawson (Nzl) Racing Bulls 79 punti;

10. Pierre Gasly (Fra) Alpine 43 punti;

11. Arvid Lindblad (Gbr) Racing Bulls 38 punti;

12. Franco Colapinto (Arg) Alpine 31 punti;

13. Oliver Bearman (Gbr) Haas 23 punti;

14. Nico Hülkenberg (Ger) Audi 13 punti;

15. Gabriel Bortoleto (Bra) Audi 10 punti;

16. Esteban Ocon (Fra) Haas 7 punti;

17. Fernando Alonso (Esp) Aston Martin 7 punti;

18. Carlos Sainz (Esp) Williams 7 punti;

19. Alexander Albon (Tha) Williams 5 punti;

20. Yuki Tsunoda (Jpn) Racing Bulls 1 punto;

21. Lance Stroll (Can) Aston Martin 0 punti;

22. Valtteri Bottas (Fin) Cadillac 0 punti;

23. Ryo Hirakawa (Jpn) Haas 0 punti;

24. Sergio Pérez (Mex) Cadillac 0 punti.

 

Mondiale costruttori

1. Mercedes 630 punti;

2. Ferrari 504 punti;

3. Red Bull 380 punti;

4. McLaren 371 punti;

5. Racing Bulls 104 punti;

6. Alpine 74 punti;

7. Haas 30 punti;

8. Audi 23 punti;

9. Williams 12 punti;

10. Aston Martin 7 punti;

11. Cadillac 0 punti.