ATALANTA -GENOA 0-0

ATALANTA (3-4-1-2): Carnesecchi 6; Scalvini 6, Djimsiti 6.5 (12’ st Hien 6), Ahanor 6.5; Zappacosta 6 (40’ st Musah sv), De Roon 6 (31’ st Pasalic 6), Ederson 5.5, Zalewski 5; De Ketelaere 5.5 (31’ st Samardzic 6); Krstovic 5, Scamacca 5 (12’ st Raspadori 6). All. Palladino 5.5

GENOA (3-4-2-1): Bijlow 6.5; Marcandalli 6.5, Ostigard 7, Vasquez 6.5; Ellertsson 6, Amorim 6.5 (25’ st Messias 6), Frendrup 6.5, Sabelli 6 (41’ st Martin sv); Vitinha 6.5 (41’ st Masini sv), Ekhator 6 (25’ st Malinovskyi 6); Colombo 6 (11’ st Ekuban 6). All. De Rossi 6.5

ARBITRO: Pezzuto di Lecce 6

NOTE: spettatori 22.850; ammoniti Amorim, Ederson, Krstovic; angoli 6-2; recupero 1’ e 6’

BERGAMO - Si chiude sullo 0-0 la sfida tra Atalanta e Genoa: un pareggio che frena ancor di più la corsa all’Europa dei bergamaschi e che sancisce l’ennesimo passo verso la salvezza della squadra allenata da De Rossi. Poche emozioni e una traversa, quella colpita da Raspadori nel secondo tempo; poi tante imprecisioni da parte di entrambe le parti. Si complicano dunque i sogni di coppa degli orobici, che per qualificarsi in Conference League dovranno conservare il settimo posto in classifica e tifare per l’Inter nella finale di Coppa Italia contro la Lazio: nel prossimo turno ci sarà la sfida di San Siro col Milan. Per il Genoa il prossimo impegno sarà in casa della Fiorentina e potrebbe scattare la festa per la permanenza in Serie A.

Palladino ha deciso di schierare la doppia punta con Krstovic e Scamacca insieme dal 1’ supportati da un De Ketelaere libero di muoversi tra le linee. De Rossi ha optato per un modulo simile, col doppio trequartista e Colombo unico riferimento offensivo dei rossoblù. La gara è iniziata con un minuto di silenzio dedicato al compianto Alex Zanardi, subito le due squadre hanno iniziato a impostare il ritmo e a capire come gestire i pochi spazi a disposizione: la conclusione centrale di Vitinha e il tiro da lontanissimo dello stesso Krstovic, intercettato in due tempi da Bijlow, sono state le uniche due emozioni di una prima mezz’ora bloccata, a rilento, in cui entrambe hanno faticato a costruire gioco. La squadra di Palladino ha tentato di accelerare il ritmo nel finale, ma il risultato è rimasto invariato: poche emozioni, troppi palloni persi. A pochi minuti dal tramonto della prima frazione ci ha provato De Ketelaere dopo uno scambio con Scalvini, il tiro del belga è stato però intercettato da Bijlow.

Nella ripresa lo spartito è rimasto invariato, con poche opportunità e tantissime imprecisioni. Al 18’ Raspadori, entrato al posto di Scamacca, si è divorato il gol del vantaggio: il numero 18, dopo una respinta di Bijlow su tiro di Ederson, ha calciato centrale colpendo nuovamente il portiere avversario. La squadra di Palladino ha avuto poche idee in fase offensiva, i ragazzi di De Rossi hanno gestito le operazioni soprattutto a centrocampo, imballando il palleggio continuo dei bergamaschi. Il lampo di Krstovic, deviato in corner, ha risvegliato momentaneamente una squadra spenta, Raspadori ci ha provato nuovamente da lontanissimo, ma l’ex Atletico Madrid è stato fermato dalla traversa. In pieno recupero ci ha provato Ederson sugli sviluppi di un calcio d’angolo, ma il tiro del brasiliano è terminato alto sopra la traversa.

“Credo che con la rincorsa, le tante partite fatte e le tre competizioni disputate ho chiesto tanto ai ragazzi: siamo arrivati un po’ scarichi e meno lucidi rispetto a un mese e mezzo fa, è evidente. Credo però che non ci stia girando bene, nell’ultimo mese abbiamo fatto delle buone prestazioni, creiamo tanto, ma riusciamo a concretizzare meno rispetto a quello che meritiamo”, ha dichiarato il tecnico dell’Atalanta, Raffaele Palladino. “C’è dispiacere, volevamo riscattare Cagliari, la squadra ha fatto quello che doveva fare, dobbiamo credere di più nella qualità e nell’ultimo passaggio, ma è compito mio migliorare questo aspetto. Ho cercato di mettere due punte di peso davanti, secondo me loro hanno fatto una buona prestazione. Meno Scamacca, ha perso tanti duelli, ci aspettiamo sicuramente di più da lui, ma nel primo tempo hanno cercato di fare il loro meglio. Nel secondo tempo ho cercato di alzare la qualità, non siamo riusciti a sbloccarla, c’è dispiacere”, ha aggiunto il tecnico degli orobici. “Sto vedendo tante partite, è normale a fine campionato avere stanchezza, è normale un po’ per tutti. Credo che questo gruppo abbia dato tanto, siamo settimi, eravamo tredicesimi, siamo arrivati in semifinale di Coppa Italia e siamo usciti immeritatamente, abbiamo fatto un gran percorso in Champions League. Le prestazioni per me sono state buone, stavolta ci è mancato il gol, abbiamo rischiato zero dietro. Sotto esame? Siamo tutti sotto esame, dobbiamo dare tutti qualcosa in più e cercare di dare il massimo, ma non butterei quello che abbiamo fatto di buono. A fine campionato parlerò con la società e faremo le valutazioni su quello che dovremo fare”, ha concluso Palladino.

“Un pochino la testa è andata al match dell’andata, hanno creato più stavolta che quando hanno avuto l’uomo in più. Hanno una qualità importante, ci sta soffrire un pochino, ma abbiamo fatto bene nel primo tempo, li abbiamo messi in difficoltà. È una cavalcata lunga, penso che sia stato un bel percorso, questo punto ci avvicina di più alla salvezza”, ha dichiarato il tecnico del Genoa, Daniele De Rossi. “Sono soddisfatto - ha proseguito -. Futuro? Io ho ambizioni, ma non ho fretta, la mia è una carriera un po’ particolare, con tanti subentri. Non ho mai iniziato e finito una stagione da allenatore, la fretta sarebbe cattiva consigliera, il mio lavoro è anche stimolare la società a rendersi conto che questo gruppo ha qualità, è sano”. “I patti erano chiari, sapevamo sin dall’inizio che dovevamo fare delle cessioni, su questo abbiamo giocato a carte scoperte, poi se vendi devi però rimpiazzare i giocatori. La dirigenza ha ambizione, la sento quando parliamo, verrà messa sul tavolo, siamo tutti molto ambiziosi, ma questa ambizione non deve essere cercata lontano da Genova”, ha concluso De Rossi.