CANBERRA – Il governo federale si impegna ad adottare integralmente le raccomandazioni emerse dal rapporto preliminare sull’attentato di Bondi, segnando un passaggio operativo nella risposta istituzionale dopo la strage di dicembre.
Il primo ministro Anthony Albanese ha confermato che tutte le indicazioni contenute nel documento della Royal Commission on Anti-Semitism and Social Cohesion saranno recepite, incluse quelle su sicurezza, armi e coordinamento tra agenzie. Il rapporto presenta 14 raccomandazioni, cinque delle quali restano riservate per motivi legati alla sicurezza.
Tra le misure principali figura il rafforzamento della protezione durante eventi e festività ebraiche, oltre a una revisione della rete nazionale di contrasto al terrorismo. L’analisi dovrà riguardare struttura di comando, integrazione tra squadre operative, accesso ai sistemi e condivisione delle informazioni.
Il rapporto suggerisce inoltre di accelerare l’adozione di norme uniformi sulle armi a livello nazionale e di valutare un programma di riacquisto per eliminare armi vietate o illegali. Albanese ha definito queste misure “necessarie”, richiamando il precedente di Port Arthur del 1996, quando una risposta coordinata portò a un rafforzamento del quadro normativo.
“Il governo farà tutto il necessario per proteggere la comunità”, ha detto il primo ministro, aggiungendo che il National Security Committee ha già esaminato il documento e avvierà l’attuazione delle misure di competenza federale. Ha inoltre invitato Stati e Territori a partecipare attivamente al processo di riforma.
La presidente della commissione, l’ex giudice dell’Alta Corte Virginia Bell, ha chiarito che l’indagine non ha individuato falle tali da richiedere interventi immediati, ma ha evidenziato margini di miglioramento nei sistemi esistenti.
Albanese ha respinto le critiche secondo cui le raccomandazioni dimostrerebbero una risposta insufficiente all’antisemitismo, sottolineando che il fenomeno è cresciuto a livello globale dopo gli attacchi di Hamas dell’ottobre scorso e che i governi devono adeguare gli strumenti di risposta.
L’attentato di Bondi, avvenuto durante una celebrazione dell’Hanukkah, ha causato 15 vittime. Tra queste Sajid Akram, mentre suo figlio Naveed Akram è attualmente sotto processo con accuse legate al terrorismo e a omicidi multipli.
La Commissione avvierà una prima fase di audizioni pubbliche a Sydney tra il 4 e il 15 maggio, con testimonianze sulla realtà vissuta dalla comunità ebraico-australiana. Il rapporto finale è atteso entro la fine dell’anno.
Il percorso indicato punta a rafforzare strumenti già esistenti più che a introdurre un cambio radicale, ma il test sarà nell’attuazione concreta delle riforme annunciate.