CANBERRA - Il governo federale ha minimizzato il cambio nella fase iniziale del piano AUKUS, dopo la conferma che l’Australia riceverà dagli Stati Uniti tre sommergibili nucleari usati, e non più due unità già in servizio e una nuova.
Il progetto da 368 miliardi di dollari prevedeva inizialmente l’acquisto di tre sommergibili statunitensi classe Virginia prima della costruzione, ad Adelaide, delle future unità australiane. La nuova configurazione punta invece su tre mezzi già operativi nella flotta americana.
Il ministro degli Esteri Penny Wong ha detto che la distinzione tra sommergibili nuovi e usati non è il punto centrale. “Che siano due usati e uno nuovo, o tre, ciò che conta è la capacità”, ha dichiarato ospite di ABC Radio. “Vogliamo tre sommergibili dagli Stati Uniti per colmare un vuoto operativo prima della consegna dei sommergibili AUKUS. Questo è il piano”.
Funzionari della Difesa hanno confermato la preferenza australiana durante un’audizione sul bilancio federale. La segretaria del Dipartimento della Difesa, Meghan Quinn, ha spiegato che la revisione dell’intesa è stata un’idea condivisa da Australia e Stati Uniti. Secondo Quinn, tre sommergibili già in servizio renderebbero più semplici e meno costosi l’addestramento del personale, la manutenzione e la gestione operativa.
Il ministro per l’Industria della Difesa Pat Conroy ha escluso che la modifica rappresenti un cambiamento sostanziale del patto di sicurezza. “Sarà più economico, più semplice da gestire, ed è stato confermato dal Pentagono”. Secondo Conroy, l’Australia riceverà sommergibili a circa sei anni dall’inizio del loro ciclo di vita, stimato in 33 anni, e acquisirà comunque “i più capaci sommergibili a propulsione nucleare e armamento convenzionale al mondo”.
Il ministro ha parlato di un risparmio “considerevole” rispetto all’acquisto di una unità nuova, senza indicare la cifra. Ha anche respinto l’idea che i sommergibili usati comportino costi di manutenzione più elevati nel lungo periodo.
La difesa del piano viene avanzata dopo le critiche del deputato Laburista Ed Husic, ex ministro, che ha chiesto di ripensare l’accordo anche alla luce di una crescente inaffidabilità degli Stati Uniti come alleato. “Viene da chiedersi se otterremo davvero l’accordo, anche nella versione riconfigurata”, ha detto.
Wong ha riconosciuto il diritto di Husic a esprimere la propria posizione, ma ha ribadito che proseguire con AUKUS è nell’interesse nazionale. “Crediamo sia necessario per la sicurezza australiana”, ha detto, aggiungendo che continui cambi di rotta danneggerebbero il Paese.