CANBERRA – L’Australia continua a fornire il proprio sostegno finanziario al Sud-est asiatico, in controtendenza rispetto a diversi grandi Paesi donatori che stanno riducendo gli aiuti alla regione.
Secondo il Southeast Asia Aid Map 2026 del Lowy Institute, Canberra ha destinato 1,1 miliardi di dollari a progetti di sviluppo nel 2024, una cifra leggermente superiore a quella dell’anno precedente.
Il rapporto ha analizzato flussi per complessivi 456 miliardi di dollari verso gli 11 Paesi del Sud-est asiatico tra il 2015 e il 2024 e mostra che il contributo australiano si distingue in un quadro generale di arretramento dei tradizionali donatori bilaterali.
Rahul Nath, responsabile della ricerca, ha spiegato che l’assistenza australiana dovrebbe restare relativamente stabile grazie all’importanza strategica attribuita all’Indo-Pacifico e alle politiche nazionali di tutela dei programmi di aiuto.
Nel complesso, tuttavia, i finanziamenti allo sviluppo sono diminuiti di quasi il 10 per cento nel 2024, scendendo a 37 miliardi di dollari.
Il Giappone ha registrato il calo più consistente, pari a 2,2 miliardi, dovuto soprattutto alla conclusione dei prestiti introdotti durante la pandemia.
Secondo il rapporto, i tagli da parte di Stati Uniti, Regno Unito, Germania e Giappone potrebbero ridurre ulteriormente i finanziamenti di 2,6 miliardi nel 2025.
Nath ha definito questa tendenza preoccupante, soprattutto per le conseguenze sui programmi di protezione sociale e sui Paesi più poveri, maggiormente dipendenti da sovvenzioni e prestiti fortemente agevolati.
Le economie regionali devono inoltre confrontarsi con altri possibili shock, tra cui tariffe commerciali e ripercussioni della guerra con l’Iran, elementi che potrebbero mettere sotto ulteriore stress un modello di sviluppo finora relativamente solido.
Anche la Cina ha ridotto in modo marcato il proprio contributo, con un calo di 1,6 miliardi di dollari nel 2024.
Nonostante la contrazione, Pechino ha comunque rappresentato circa un quinto di tutti i finanziamenti allo sviluppo destinati al Sud-est asiatico, con quasi il 90 per cento delle risorse rivolto alle infrastrutture.
Nath ha osservato che molti grandi progetti cinesi stanno arrivando a conclusione senza essere sostituiti da nuove iniziative della stessa scala, mentre i governi della regione stanno sottoponendo gli investimenti di Pechino a controlli più rigorosi.
Lo spazio lasciato dai grandi donatori ha consentito alle banche multilaterali di sviluppo di diventare, per la prima volta dal 2015, il principale partner finanziario della regione.
Tra queste figura l’Asian Infrastructure Investment Bank, che nel 2024 ha incrementato i propri finanziamenti di 2,9 miliardi di dollari.