BRISBANE – Pauline Hanson ha indicato Tony Abbott come la figura con le maggiori possibilità di rilanciare il Partito liberale, dopo aver liquidato l’attuale leader dell’opposizione Angus Taylor e criticato anche il ministro ombra del Tesoro Tim Wilson.
La leader di One Nation è intervenuta nel dibattito sulla guida del centrodestra australiano dopo la Conservative Political Action Conference (CPAC) di Brisbane, dove sabato Taylor è diventato il primo leader dell’opposizione in carica a parlare alla manifestazione.
Hanson ha però attirato maggiore entusiasmo dal pubblico, alternando attacchi ai rivali conservatori a un’apertura verso una possibile collaborazione con la Coalizione per rimuovere il Partito laburista dal governo.
Pur affermando di non voler “sedere allo stesso tavolo” con i Liberali, la senatrice ha riconosciuto che sia One Nation sia la Coalizione avrebbero difficoltà a governare da sole e che una qualche forma di cooperazione potrebbe quindi diventare necessaria.
Hanson aveva già definito Taylor, in passato partner della società di consulenza McKinsey & Company, uno “smarmy management consultant”, espressione con cui ha voluto descriverlo come un dirigente troppo levigato e poco convincente.
Ancora più netto il giudizio su Tim Wilson, indicato da alcuni come possibile futuro leader liberale. Hanson lo ha definito “pieno di sé” e “woke”, ricordando che alle ultime elezioni aveva invitato gli elettori a mettere One Nation in fondo alle preferenze e aveva accusato il partito di razzismo.
“Se stanno pensando a Tim Wilson, farebbero meglio a ripensarci, perché io non ho tempo per quell’uomo”, ha dichiarato.
Più disteso il rapporto con l’ex ministro del Tesoro Josh Frydenberg, che secondo indiscrezioni starebbe valutando un ritorno in politica dopo la sconfitta nel suo collegio alle elezioni del 2022.
Hanson ha detto di andare “abbastanza d’accordo” con Frydenberg, ma ha indicato Tony Abbott, oggi presidente del partito, come la figura che a suo avviso avrebbe maggiori possibilità di guidare i Liberali.
La competizione a destra resta serrata. Dall’inizio dell’anno la Coalizione è rimasta dietro One Nation in diversi sondaggi, mentre alcune rilevazioni hanno collocato il partito di Hanson davanti al Partito laburista nelle preferenze primarie.
Taylor ha dichiarato che accoglierebbe positivamente un ritorno di Frydenberg, sostenendo che il partito ha bisogno del contributo di ogni esponente Liberale in vista delle prossime elezioni.
Ha però respinto una delle proposte avanzate dall’ex ministro del Tesoro, ossia aumentare la GST compensando la misura con una riduzione dell’imposta sul reddito.
“Non aumenteremo la GST nel mezzo di una crisi del costo della vita”, ha detto Taylor, ribadendo che la Coalizione non intende aumentare le tasse.
Nel frattempo, il portavoce dell’opposizione per l’Energia Dan Tehan ha promesso che la Coalizione abolirà le politiche Laburiste relative al net zero.
Il ministro federale per Energia e Cambiamento climatico Chris Bowen ha reagito accusando Liberali e One Nation di star competendo per spostarsi sempre più a destra.