BUENOSA AIRES - C’è un filo invisibile che unisce la piccola Caccuri, borgo dell’entroterra calabrese, a Buenos Aires. Quel filo è fatto di nostalgia, di affetto e di una convinzione comune: la cultura è strumento di connessione.
Una delegazione del Comune di Caccuri, arrivata a Buenos Aires per presentare la collana editoriale Colección Itálica presso la Federazione delle Associazioni Calabresi Argentine (Faca).
Un progetto che nasce da un piccolo borgo dell’entroterra calabrese, culla del Premio Letterario Caccuri, in collaborazione con l’Editoriale Eudem, casa editrice dell’Università di Mar del Plata.
“Questo premio, che nasce nel nostro piccolo ma bellissimo borgo, è diventato un caso nazionale”, ha spiegato il sindaco Quintieri, “diventando il contest di saggistica più importante a livello nazionale e il festival più significativo della cultura calabrese”.
L’incontro alla Faca, organizzato da María Eugenia Serrano - presidente del Comites di Lomas de Zamora e coordinatrice InterComites dell’Argentina -, ha riunito istituzioni, accademici e membri della collettività calabrese.
La delegazione italiana era composta dal sindaco di Caccuri, Luigi Quintieri, dal consigliere comunale Giovanni Porcelli, dal vicepresidente del Premio Caccuri, Olimpio Talarico, e dal responsabile delle relazioni internazionali del Premio, Eugenio Marino.
Il Premio Letterario Caccuri, fondato nel 2012 sotto il motto “Cultura = Mercato = Economia”, ha trasformato uno dei borghi più suggestivi della Calabria in un laboratorio di idee e in un punto di riferimento per la saggistica italiana.
Insignito della Medaglia al valore culturale del Presidente della Repubblica, il Premio è sostenuto dalla Comunità Europea, dalla Regione Calabria e dal Comune di Caccuri.
Come hanno ricordato i suoi rappresentanti, l'iniziativa è molto di più di una competizione letteraria: e la dimostrazione di come la cultura possa generare valore aggiunto e coesione sociale. Un’esperienza che potrebbe essere replicata in altre piccole località argentine o nei quartieri di Buenos Aires, dove il tessuto comunitario e la voglia di rinascita sono forti quanto in Calabria.
Il console Lorenzo Conti, presente all’evento, ha espresso grande apprezzamento per l’iniziativa: “Nel vostro percorso in Argentina scoprirete come qui esista davvero un’Italia al di fuori dell’Italia. Ci fa molto piacere ricevere delegazioni con progetti che vanno nella direzione dell’operato dell’ambasciata e del consolato generale di Buenos Aires rispetto alla promozione della cultura italiana”.

A sostenere l’iniziativa anche Daniel Antenucci, professore dell’Università di Mar del Plata, ricercatore del Conicet e fondatore della Cattedra “Civilización Itálica”, che ha siglato un accordo con Caccuri per la traduzione di opere italiane contemporanee.
Come ha spiegato Antenucci, “In generale si traducono i classici e non materiale nuovo. Questa collana rappresenta quindi un mezzo importante per la diffusione nel vastissimo pubblico ispanofono, non solo per la promozione della cultura, ma anche per far conoscere gli autori italiani a un nuovo pubblico”.
Gli autori e membri del comitato del Premio, Olimpio Talarico ed Eugenio Marino, hanno presentato le prime tre opere della collana: Amores regalados (Amori regalati) di Olimpio Talarico, Trece goles desde el córner (Tredici gol dalla bandierina) di Ettore Castagna e Partir soñando. La emigración en la canción italiana (Andarsene sognando) di Eugenio Marino.
Partir soñando – tradotto da Andrea Bonzo – racconta “l’epopea dell’emigrazione italiana” attraverso le canzoni. “Né la Storia né la Politica hanno mai saputo descrivere davvero questo fenomeno: la musica, invece, è il miglior archivio dove studiare le vicende di chi ha lasciato l’Italia con il sogno di un futuro migliore”, spiega Marino.
Amores regalados – con traduzione di Juan Terranova – è un romanzo che si apre con un telefono che squilla: una chiamata da Buenos Aires dà inizio a un viaggio nel passato, dalla Berlino nazista all’Argentina di oggi, passando per Caccuri. “Tutti i miei libri sono ambientati a Caccuri,” afferma Talarico. “Non so parlare d’altro: racconto la mia terra.”
Trece goles desde el córner – nella traduzione di Pedro Becchi e Juan Terranova – è invece un romanzo di formazione ambientato nella provincia di Catanzaro alla fine degli anni Settanta, tra amicizie, amori, rivoluzione e partite di calcio.
Tra i presenti, oltre al presidente della Federazione delle Associazioni Calabresi Argentine, Vicente Granata, anche numerosi rappresentanti delle istituzioni regionali: Karina Giuliano, presidente dell’Associazione Calabrese di Almagro; Cristina Borruto della Lega delle Donne Calabresi; Silvina Preiti e Mariel Pitton Straface, che ha curato la traduzione simultanea durante la serata. Hanno assistito anche tutti i presidenti delle diverse sezioni del Comites di Buenos Aires.
Durante la cerimonia, il console Lorenzo Conti e il presidente di FACA Vicente Granata, hanno consegnato al sindaco Luigi Quintieri una targa commemorativa in segno di riconoscenza per il contributo alla valorizzazione del patrimonio calabrese e per le relazioni istituzionali avviate con la comunità calabrese in Argentina.

Il sindaco Quintieri, emozionato dalle reazioni dei più anziani presenti in sala, ha “Siamo lieti di avervi portato un pezzo di Calabria qui in Argentina. Cacurri non vi ha dimenticato. Mantenere questo legame è essenziale: noi siamo qui appunto per favorire l’intensificarsi di queste relazioni, in particolare per fomentare il turismo delle radici in Calabria nelle nuove generazioni, i giovani che hanno sentito i racconti dei nonni sui loro luoghi di origine”.
E ha aggiunto: “Questo premio, che nasce nel nostro antico borgo della Calabria, è diventato un caso nazionale perché in una piccola località si parla per dieci giorni di cultura, diventando il contest di saggistica più importante a livello nazionale e il festival più significativo della regione”.
Il Premio Letterario Caccuri, fondato nel 2012 dall’Accademia dei Caccuriani guidata da Adolfo Barone, Olimpio Talarico e Cataldo Calabretta, ha trasformato uno dei borghi più suggestivi della Calabria in un laboratorio di idee e in un punto di riferimento per la saggistica italiana.