OTTAWA - La provincia canadese dell’Alberta ha respinto la proposta di indire un referendum vincolante sull’indipendenza, con un risultato che segna una netta vittoria per l’unità nazionale, in un momento segnato dal deterioramento dei rapporti con gli Stati Uniti.
Secondo le proiezioni dell’emittente pubblica CBC e della rete privata CTV, basate sul 45% delle schede scrutinate, oltre il 76% degli elettori si è espresso a favore della permanenza all’interno della confederazione canadese.
Il primo ministro Mark Carney ha accolto con favore l’esito delle urne, affermando che i cittadini dell’Alberta hanno compiuto una “scelta chiara”: “Hanno scelto l’unità, di costruire insieme e di prendersi cura gli uni degli altri”, ha dichiarato il premier sui social media.
Carney, cresciuto proprio in Alberta, aveva invitato la popolazione a respingere la secessione, sottolineando l’importanza della stabilità in una fase caratterizzata dalla guerra commerciale e dalle minacce di annessione avanzate dal presidente statunitense Donald Trump.
Soddisfazione è stata espressa anche dalla premier dell’Alberta, la conservatrice Danielle Smith, contraria all’indipendenza pur avendo indetto la consultazione. Smith ha salutato il “diffuso sostegno alla permanenza nel Canada”, evidenziando come l’affermazione dei federalisti chiuda definitivamente una questione che aveva fortemente diviso la provincia.
Sempre dal fronte unionista, Thomas Lukaszuk, alla guida del gruppo Forever Canadian, ha commentato: “È straordinario vedere tanto entusiasmo e determinazione tra i canadesi”.
Nonostante il netto verdetto delle urne, il movimento separatista non intende abbandonare la propria battaglia. I
n un clima di forte delusione nel quartier generale di Edmonton dove si seguiva lo scrutinio, Jeffrey Rath, figura di spicco del movimento Alberta Prosperity Project, ha assicurato che la mobilitazione proseguirà: “Per quanto mi riguarda, abbiamo già vinto. Abbiamo dato vita a un movimento imponente in questa provincia. Abbiamo fatto conoscere agli abitanti dell’Alberta i vantaggi dell’indipendenza e continueremo ad andare avanti”.
Di contro, critiche verso la gestione della campagna elettorale sono giunte da Mitch Sylvestre, leader dello stesso movimento, secondo cui il premier Carney avrebbe “minacciato” la provincia sostenendo che “votare contro il Canada fosse pericoloso”, un messaggio definito da Sylvestre “del tutto irragionevole”.
Alla base della spinta secessionista figurano le ingenti risorse energetiche dell’Alberta, quarta regione al mondo per riserve petrolifere, unitamente al forte risentimento per la gestione governativa del settore. La premier Smith ha imputato a Justin Trudeau, predecessore di Carney, la responsabilità di aver alimentato i sentimenti indipendentisti attraverso tentativi di limitare la produzione petrolifera in nome delle politiche climatiche.
Dall’inizio del suo mandato, il primo ministro Carney ha lavorato per ricucire i rapporti con la provincia, collaborando con la premier Smith per la realizzazione di un nuovo oleodotto destinato all’esportazione di bitume oltreoceano, un’opera ritenuta irrealizzabile sotto la precedente amministrazione.
La vicenda dell’Alberta ha attirato l’attenzione di diversi alleati di Donald Trump. Il Segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha definito la provincia un “partner naturale” per gli Usa, mentre Elon Musk ha sostenuto sul social network X che l’Alberta “dovrebbe separarsi”. Esponenti separatisti come Rath hanno inoltre avuto colloqui presso il Dipartimento di Stato statunitense e si sono avvalsi della consulenza di strateghi politici del Partito Repubblicano.