MELBOURNE - Moira Deeming ha rivolto un ultimo appello all’esecutivo statale dei Liberali del Victoria per conservare la candidatura alle elezioni di novembre, mentre il partito tenta di revocare la sua preselezione dopo il rifiuto di scusarsi con l’ex leader Matthew Guy.
La rappresentante della Camera alta per la Western Metropolitan Region aveva accusato Guy di averla aggredita durante un evento comunitario a maggio, sostenendo che l’avesse afferrata in una sorta di stretta al collo. Guy ha sempre respinto l’accusa e ha chiesto pubbliche scuse, richiesta sostenuta anche dalla leader dell’opposizione Jess Wilson.
La polizia ha esaminato le immagini di sorveglianza e ha concluso che non è stato rilevato alcun reato. Il filmato sembrava mostrare Guy mentre appoggiava una mano sulla schiena di Deeming durante una conversazione in un evento affollato.
Deeming ha poi riconosciuto che Guy non l’aveva posta in un headlock, ma ha sostenuto di non potersi scusare per avere presentato una denuncia interna in buona fede. In una dichiarazione inviata questa settimana all’esecutivo del partito, ha continuato ad affermare di essere stata “afferrata, trattenuta e tirata con una forza che mi ha causato dolore e disagio”.
La deputata sostiene di non avere ricevuto una spiegazione chiara su cosa dovrebbe esattamente ritrattare e definisce “vergognoso” un eventuale ritiro della candidatura senza basi ragionevoli. Nella lettera propone una dichiarazione congiunta in cui il partito chiarisca che il gesto di Guy era inteso come amichevole, in un ambiente rumoroso, e che l’ex leader non si era reso conto del dolore, della paura o del disagio che lei, affetta da PTSD, stava provando.
Prima della lettera all’esecutivo, il legale di Deeming aveva scritto a luglio all’investigatore incaricato, contestando che l’accusa fosse stata archiviata senza ascoltarla e insistendo sul fatto che vi fosse stata un’aggressione. In risposta, la polizia ha confermato la decisione di non procedere con accuse. Oggi, Victoria Police ha ribadito a ABC che, dopo un’indagine completa, non è stato individuato alcun reato.
Deeming afferma di difendersi “per principio” contro la revoca della candidatura. Secondo lei, rimuoverla stabilirebbe un precedente pericoloso sul diritto dei membri del partito di usare procedure riservate di reclamo senza temere ritorsioni politiche.
La deputata ha chiesto alla Corte Suprema un’ingiunzione per impedire a quattro membri dell’esecutivo statale di votare sulla sua candidatura, sostenendo che esista un pregiudizio reale o percepito nei suoi confronti. Il caso sarà discusso venerdì in un processo della durata di una singola giornata.
La vicenda si inserisce in un rapporto già compromesso tra Deeming e ampie sezioni del partito. All’inizio del mandato, la deputata aveva vinto una causa per diffamazione contro l’ex leader dell’opposizione John Pesutto, dopo che questi aveva falsamente lasciato intendere che fosse associata a neonazisti.
Deeming sostiene di avere cercato più volte una mediazione e di volere ora unire il partito per sconfiggere il Partito laburista alle elezioni di novembre. Guy, intanto, ha minacciato a sua volta un’azione per diffamazione.