MELBOURNE - Si avvicina l’atteso appuntamento della tournée di grande calcio italiano in Australia, con Juventus, Inter, Milan e Palermo in arrivo a Perth in agosto per una serie di partite amichevoli a pochi giorni dall’inizio della stagione calcistica in Italia.
Dopo aver approfondito gli aspetti più organizzativi e gli obiettivi della trasferta oltreoceano con alcuni dei massimi dirigenti del Palermo, per raccontare le sensazioni dei protagonisti del campo da gioco, abbiamo parlato con il capitano dei rosanero Mattia Bani, impegnato con la squadra nel ritiro pre-campionato a Santa Cristina in Val Gardena, in provincia di Bolzano.

Per il Palermo, la tournée australiana rappresenta una pagina destinata a entrare nella storia del club. Per la prima volta nei suoi 125 anni di vita, infatti, la formazione rosanero volerà in Australia, dove affronterà la Juventus e il Melbourne City, quest’ultimo nella seconda edizione dell’Anglo-Palermitan Trophy.

Entusiasmo ed emozione palpabili nelle parole di Bani: “Essere tra i protagonisti della prima volta del Palermo in Australia è motivo di grande orgoglio ed emozione. Parliamo di un’esperienza che entrerà nella storia del club e che ci permetterà di rappresentare Palermo, la Sicilia e il calcio italiano dall’altra parte del mondo”.

Il Palermo sarà impegnato in una sfida contro la Juventus martedì 11 agosto all’HBF Park di Perth e, qualche giorno prima, venerdì 7 agosto, al Sam Kerr Football Centre affronterà, in una partita amichevole il Melbourne City, squadra appartenente alla medesima proprietà, City Football Group. Mattia Bani è ben consapevole del prestigio e dell’importanza dell’appuntamento di Perth: “Affrontare una squadra prestigiosa come la Juventus e sfidare il Melbourne City nella seconda edizione dell’Anglo-Palermitan Trophy rende tutto ancora più speciale - osserva Bani -. Questo trofeo, nato lo scorso anno in occasione delle celebrazioni per i 125 anni del Club con l’amichevole contro il Manchester City al Renzo Barbera, rappresenta un legame importante con la storia del nostro Club e con la famiglia City Football Group, noi calciatori ne siamo ben consapevoli. Essere parte di questo percorso è una responsabilità ma anche un privilegio che ci rende particolarmente entusiasti”.

Per il capitano dei rosanero, però, il significato della presenza in Australia va ben oltre il terreno di gioco. La comunità siciliana nel nostro Paese è tra le più importanti e solide nel mondo. “Per noi sarà importante trasmettere il forte senso di appartenenza che Palermo e la Sicilia portano con sé”, spiega Mattia Bani -. C’è poi qualcosa di davvero bello in questo viaggio: in tutto il mondo vivono siciliani di seconda e terza generazione che magari non hanno mai visitato la nostra terra, ma che la portano dentro di sé ogni giorno. Per loro il Palermo rappresenta un legame profondo con le proprie radici, con le storie dei loro nonni, e poter finalmente sostenere lo stesso Club dei propri antenati è qualcosa di molto speciale”.

Una consapevolezza che rende ancora più significativo il debutto australiano. “Il Palermo, come gli altri grandi club italiani, vuole crescere e portare la propria identità ovunque, senza confini! - continua Bani -. Essere in Australia per la prima volta nei 125 anni di storia del Club è motivo di enorme orgoglio per tutti noi. Significa rappresentare Palermo, la Sicilia e il calcio italiano su un palcoscenico internazionale. Allo stesso tempo sarà anche una splendida opportunità per comprendere quanto il nostro Club sia già seguito dall’altra parte del mondo. Sappiamo che in Australia esistono importanti comunità siciliane e questa esperienza ci permetterà di abbracciarle e percepire da vicino il loro affetto”.

Il difensore individua anche il messaggio che la squadra vuole trasmettere ai tifosi australiani, in particolare a quelli più giovani.
“Vorremmo lasciare l’immagine di una squadra appassionata e riconoscibile”, dice il capitano. “Palermo è una città che vive di emozioni forti e la nostra squadra riflette pienamente questo spirito. Chiunque ci vedrà per la prima volta dovrebbe percepire il senso di appartenenza e il legame con la nostra terra. Se un giovane australiano, magari con origini italiane o siciliane, guardandoci dovesse sentire il desiderio di seguire il Palermo e innamorarsi dei nostri iconici colori rosanero, allora avremo raggiunto qualcosa di davvero significativo. Oggi il calcio unisce persone e culture lontanissime tra loro e Palermo, storicamente, è sempre stata una città aperta al mondo”.

Secondo Bani, sarà proprio l’abbraccio della comunità italiana e siciliana a rendere ancora più speciale questa esperienza.
“Sapere che a Perth ci saranno tifosi che potrebbero aver atteso anni per vivere questa opportunità, soprattutto persone con radici italiane e siciliane, ci darà una motivazione enorme - conclude il capitano -. Per molti di loro sarà come ritrovare una parte della propria identità, con la consapevolezza di appartenere a una grande famiglia globale”.

Più che una semplice tournée estiva pre-campionato, dunque, quella del Palermo a Perth si preannuncia come un bellissimo incontro tra sport, identità e memoria collettiva.