ATLANTA (Stati Uniti) - Inghilterra-Argentina non potrà mai essere una partita come le altre. Domani ad Atlanta, alle 5 orario AEST, si decide la seconda finalista dei Mondiali e il tabellone offre un confronto che è più di un classico. Di fronte la Seleccion campione in carica, con Lionel Messi, che finora non ha mai affrontato i Tre Leoni, deciso a trascinare i suoi verso il bis, e la squadra di Tuchel, che sogna di riportare a casa un titolo atteso da 60 anni. Una rivalità calcistica che parte da lontano, con implicazioni politiche legate alla guerra delle Falkland o Malvinas, a seconda da che parte della barricata ci si trova. Dal gol di Hurst del ‘66 contestato dai sudamericani (in dieci dal 33’ per il rosso a Rattin, pure quello con polemiche annesse), in una partita al termine della quale sir Alf Ramsey definì gli argentini degli “animali”, alla storica sfida di Messico ‘86, quella con Diego Armando Maradona protagonista prima della Mano de Dios e poi del ‘gol del secolo’. Nel 1998 altro confronto infuocato, con l’espulsione di Beckham per il calcio rifilato a Diego Simeone e l’Albiceleste che la spuntò ai rigori mentre quattro anni dopo lo Spice Boy si prese la sua rivincita, decidendo dal dischetto la partita che costò ai sudamericani una clamorosa eliminazione nella fase a gironi per la prima volta dal 1962. Anche per questo è comprensibile perchè la polizia di Atlanta rafforzerà le misure di sicurezza in tutta la città. Sperando poi che lo spettacolo in campo sia all’altezza delle aspettative.
Tornata a giocare la semifinale di un Mondiale (la quarta della sua storia) dopo quella persa con la Croazia nel 2018, l’Inghilterra, che nel frattempo ha pure raggiunto due finali agli Europei, inchinandosi però a Italia e Spagna, ci crede. Tuchel ha dato solidità, Kane e Bellingham sono in grande forma e al netto di qualche battibecco fra lo stesso ct e la stella del Real, i Tre Leoni hanno dimostrato lungo il cammino di essere una nazionale dura a morire. Come del resto anche l’Argentina, sopravvissuta prima a Capo Verde e poi a Egitto e Svizzera con qualche brivido di troppo e trascinata da un Messi che a 39 anni può una volta per tutte mettere la freccia su Maradona. Gli inglesi dovrebbero riuscire a recuperare Rice, vittima di un virus intestinale e sostituito all’intervallo contro la Norvegia, e anche O’Reilly va verso la convocazione nonostante un problema alla coscia avvertito nella sfida con gli scandinavi, con i soli Quansah (squalificato) ed Henderson (frattura al polso) indisponibili.
Possibili novità in casa Argentina dove il ct Lionel Scaloni ha provato in allenamento la difesa a tre, inserendo Otamendi al posto di De Paul: una contromisura per far fronte alle qualità degli inglesi sui calci piazzati e non farsi trovare impreparati davanti agli inserimenti centrali. E se sulla destra Molina, Montiel e Giuliano Simeone si giocano una maglia, sull’altra corsia Nico Gonzalez potrebbe essere un’alternativa a Tagliafico. Per l’ex viola si profila comunque una maglia da titolare anche in caso di 4-4-2, a quel punto al posto di De Paul. Ma fra Inghilterra e Argentina non sarà una questione tattica: troppi i conti in sospeso per non pensare che a fare la differenza saranno le giocate dei campioni.