ROMA - Nelle carceri italiane sono recluse 65.009 persone, a fronte di 46.237 posti realmente disponibili. Il tasso di affollamento ha così superato il 140%, arrivando al 140,6%, mentre sono diventati nove gli istituti con un livello di sovraffollamento superiore al 200%.
I dati, aggiornati all’8 agosto, sono diffusi dall’associazione Antigone, che si occupa di diritti di persone detenute e denuncia un sistema penitenziario “sempre più nell’illegalità” e lontano dai principi della Costituzione. Secondo l’organizzazione, le condizioni attuali violano la dignità delle persone detenute e rendono impossibile costruire percorsi reali di reinserimento sociale.
Una situazione che, sottolinea Antigone, incide anche sulla sicurezza dei cittadini, perché il tasso di recidiva resta superiore al 60%.
L’associazione critica la linea del governo, accusato di “continuare a dare i numeri” davanti all’emergenza. Antigone richiama il piano di edilizia penitenziaria, che prevede 10mila nuovi posti entro il 2027, ma osserva che da quando è partito i posti realmente disponibili sarebbero diminuiti di oltre 400 unità.
Critiche anche sulla promessa di far uscire dal carcere 10mila detenuti tossicodipendenti, visto che la copertura finanziaria prevista dalla legge sarebbe sufficiente per meno di 600 persone.
Nel frattempo, sostiene l’associazione, continuano politiche che aumentano il sovraffollamento, scaricandone le conseguenze su operatori penitenziari sotto organico e allo stremo.
Antigone ricorda che numeri più alti di quelli attuali si registrarono solo nel triennio 2010-2013, periodo che costò all’Italia la condanna della Corte europea dei diritti dell’uomo per violazione dell’articolo 3 della Convenzione europea, che proibisce tortura e trattamenti inumani o degradanti.
All’epoca i ricorsi presentati furono circa 4mila. Oggi, osserva l’associazione, quelli accolti dai Tribunali di sorveglianza italiani sono già molto più numerosi: 6.539 solo nel 2025.
Per Antigone, una violazione così evidente della Costituzione dovrebbe spingere tutte le forze politiche a intervenire con urgenza, per riportare nel più breve tempo possibile il sistema penitenziario nella piena legalità.