ROMA - Il caro carburanti spinge il governo a valutare interventi più strutturali rispetto all’ennesima proroga del taglio delle accise, con l’ipotesi di un bonus per la benzina direttamente in busta paga e di una misura analoga destinata ai lavoratori autonomi. Il tema torna al centro del confronto proprio nei giorni in cui è in vigore un nuovo sconto sul gasolio: da ieri, domenica 6 settembre, è infatti scattato un ulteriore taglio delle accise di 17 centesimi al litro, della stessa entità di quello applicato nelle settimane precedenti, ma con una durata limitata a cinque giorni, fino a giovedì 10 settembre compreso.
Dopo quella data il governo dovrà decidere se prolungare ancora una misura generalizzata oppure passare agli interventi mirati sui cittadini e sulle categorie maggiormente esposte al rincaro dei carburanti.
Tra le soluzioni allo studio c’è un contributo destinato ai lavoratori dipendenti, da riconoscere attraverso la busta paga sotto forma di fringe benefit: l’idea ricalcherebbe il sostegno da 200 euro introdotto dal governo Draghi nel 2022, dopo l’impennata dei prezzi energetici provocata dallo scoppio della guerra in Ucraina. Il nuovo bonus, secondo l’ipotesi sul tavolo, sarebbe completamente esentasse per il lavoratore e interamente deducibile per l’azienda che lo eroga, con un possibile debutto a partire dall’autunno.
L’obiettivo sarebbe quindi sostenere il potere d’acquisto senza ricorrere necessariamente a un taglio delle accise valido indistintamente per tutti, spostando una parte dell’intervento direttamente sui lavoratori. La partita riguarda però anche gli autonomi, che il governo e in particolare la Lega chiedono di non lasciare fuori dal provvedimento.
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha sostenuto la necessità di una soluzione “più duratura e sostanziosa”, capace di offrire a famiglie e imprese una maggiore possibilità di programmazione, criticando al tempo stesso un sistema basato esclusivamente sull’Isee. L’idea, sostenuta anche dal senatore leghista Giorgio Maria Bergesio, è che il prossimo intervento sui carburanti tenga conto delle esigenze di tassisti, rappresentanti, artigiani, camionisti e professionisti con partita Iva, categorie per le quali il costo del carburante incide direttamente sull’attività lavorativa.
Per gli autonomi si ipotizza dunque un meccanismo analogo a quello previsto per i dipendenti, ma restano da definire le modalità: il sostegno potrebbe tradursi in un rimborso oppure in una detrazione.
Parallelamente resta sul tavolo una seconda strada, più selettiva, che prevede un rimborso per le spese di carburante attraverso la Social card destinato alle famiglie con un Isee particolarmente basso, fino a 15 mila euro.
Il passaggio decisivo sarà quindi quello del 10 settembre: allo scadere dell’attuale riduzione delle accise sul gasolio, il governo dovrà valutare se concedere un’altra proroga generalizzata oppure accelerare sul piano degli aiuti mirati annunciato nelle scorse settimane.