KIEV - Tra la diplomazia a passo marziale e la realtà delle armi al fronte, la guerra tra Russia e Ucraina appare al momento destinata a proseguire per tutto il prossimo inverno. La intensa missione diplomatica lampo compiuta in 48 ore dagli inviati del presidente Usa Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner (sbarcati in Europa con nuove proposte per porre fine al conflitto) non ha prodotto svolte concrete nell’immediato, ma ha aperto uno spiraglio per future trattative trilaterali. 

Gli emissari della Casa Bianca hanno completato la loro spola sabato a Mosca, dove hanno parlato per tre ore con Vladimir Putin, e domenica a Kiev. “Abbiamo concordato che Ucraina, Europa e Stati Uniti si incontreranno prossimamente”, ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky al termine dei colloqui nella capitale, ai quali hanno preso parte anche i consiglieri per la sicurezza di Germania, Francia e Regno Unito. 

La delegazione statunitense è giunta a Kiev in treno a causa della chiusura dello spazio aereo ucraino, in vigore dall’inizio dell’invasione russa nel febbraio 2022. Zelensky ha spiegato che l’Ucraina aveva “preparato tutto per rendere operativi gli aeroporti”, ma che i continui raid russi ne hanno impedito l’uso. 

A Kiev, le opzioni prospettate dalla coppia Witkoff-Kushner sono state valutate favorevolmente dall’amministrazione locale. “Non è come prima. Questa volta è più efficace”, ha riferito all’Afp un funzionario ucraino presente a uno degli incontri, aggiungendo: “Questa è in realtà la parte più importante. Ora sono in tre”. 

L’agenda dei tre round di negoziati ha toccato le garanzie di sicurezza, la sostenibilità economica post-bellica e le misure di protezione immediata. “Speriamo fortemente di riuscire a raggiungere accordi con i nostri partner statunitensi e contiamo sul sostegno dei nostri partner europei se la guerra continuerà durante l’inverno, come al momento sembra probabile”, ha affermato Zelensky.  

Il presidente ucraino ha evidenziato l’importanza del “pacchetto invernale”, incentrato sulla fornitura di nuovi sistemi di difesa aerea (con intercettori per missili balistici), sulla protezione della rete elettrica e sull’arrivo di “un volume considerevole di gas naturale liquefatto dagli Stati Uniti”. 

Zelensky ha poi ribadito il legame tra difesa ed economia: “Non parliamo solo di garanzie di sicurezza, ma anche di garanzie economiche per l’Ucraina, affinché possa riprendersi e ricostruire. Siamo tutti consapevoli delle sfide che ci attendono al termine della guerra e ne stiamo discutendo tra noi. Il nostro esercito deve essere forte; per noi, questa è una garanzia di sicurezza fondamentale. Le garanzie devono essere solide e chiare”. 

Dal canto loro, i negoziatori statunitensi si sono detti ottimisti. Witkoff ha definito le discussioni “molto significative, sostanziali e importanti”, ammettendo che “entrambe le parti dovranno accettare compromessi”, ma aggiungendo: “Pensiamo di avere gli elementi necessari per arrivare a quel punto. Siamo molto incoraggiati e intendiamo continuare per tutto il tempo necessario”. Kushner ha auspicato che il viaggio sia servito a individuare “nuovi modi per andare avanti”. 

Riferendo sull’esito dell’incontro a Mosca, Kushner ha commentato le intenzioni del leader del Cremlino: “Dal punto di vista del presidente Putin, credo che abbia determinati obiettivi. Esprime ciò che vuole ottenere, ma ha anche alcune aspirazioni per il suo Paese che possono essere realizzate quando tutto questo sarà finito”, assicurando che Putin resta disposto a proseguire il dialogo. Un funzionario della Casa Bianca ha anticipato che durante i colloqui a Mosca sono stati analizzati “piani sostanziali che saranno annunciati nelle prossime settimane”. 

Da Mosca, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha confermato che l’incontro con i delegati statunitensi è stato “un piccolo passo verso la pace”, precisando che la Russia non chiude alla ripresa di un tavolo comune: “Anche noi non escludiamo la ripresa del formato trilaterale, ma in questa fase è troppo presto per dire qualcosa sul luogo o sulle date precise”. 

Mosca ha ammesso che gli inviati Usa hanno presentato “una serie di idee sulle possibili strade verso una soluzione”. Non si esclude un nuovo contatto telefonico diretto tra Putin e Donald Trump; secondo quanto riportato dal Kyiv Independent da fonti ucraine, Trump avrebbe infatti in programma colloqui telefonici prima con Putin e successivamente con Zelensky nella giornata di oggi. 

Il leader ucraino, inoltre, ha scritto su X: “Abbiamo tenuto tre round di negoziati, tutti di grande sostanza. Desidero ringraziare Steve e Jared per essere venuti, inoltre siamo grati al presidente degli Stati Uniti”. 

A Bruxelles, la Commissione europea ha espresso un giudizio favorevole sull’iniziativa. Il portavoce Christian Wigand ha definito “particolarmente benvenuta” la spinta diplomatica statunitense, ribadendo che l’Ue “continua a sostenere tutti gli sforzi diplomatici che possono contribuire a raggiungere una pace giusta e duratura in Ucraina” ed è “pronta a giocare un ruolo” nel raggiungimento di questo obiettivo. 

Wigand ha però evidenziato come le azioni di Mosca smentiscano sul campo le aperture di facciata: “Mosca continua a intensificare gli attacchi colpendo i civili, le esportazioni ucraine di grano nel Mar Nero e le infrastrutture energetiche del Paese per infliggere un inverno duro agli ucraini. Le azioni di Putin portano a devastazione. Le parole di Putin ribadiscono gli obiettivi massimalisti della Russia. Nessuna di queste contribuisce alla fine della guerra”.  

L’esecutivo Ue, pur in costante contatto con gli interlocutori e pur senza una chiamata formale pianificata tra Ursula von der Leyen e Zelensky, ha confermato la volontà di mantenere la pressione sanzionatoria sulla Russia, accogliendo il fermo impegno di Kiev per un cessate il fuoco completo e incondizionato. 

Nonostante il canale diplomatico aperto e l’impegno informale di non colpire le due capitali durante le visite degli emissari, i combattimenti non si sono arrestati nel resto del Paese.  

L’Aeronautica ucraina ha denunciato un massiccio attacco notturno russo condotto con 108 tra droni e missili (un successivo bollettino ha precisato il lancio di 92 droni d’attacco, 71 dei quali intercettati o abbattuti). Da parte sua, Mosca ha dichiarato di aver abbattuto 258 droni ucraini. 

Il bilancio delle ultime 24 ore tracciato dalle autorità locali riporta vittime e feriti in diverse regioni del Paese. Nella regione di Donetsk si registrano 7 feriti a causa degli attacchi russi, mentre a Dnipropetrovsk il bilancio è di una persona uccisa e 6 ferite. A Zaporizhzhia si contano 4 feriti e a Kharkiv sono rimasti feriti 5 uomini di età compresa tra 25 e 69 anni. Più grave la situazione a Kherson, dove si contano 2 morti e 14 feriti, tra cui 5 persone colpite da droni nella mattinata del 7 settembre. A Sumy due persone sono rimaste ferite a causa di colpi di mortaio e artiglieria, mentre ad Odessa un drone ha colpito un’abitazione durante la notte senza causare vittime. Complessivamente, secondo le fonti di Kiev, tra i dieci morti registrati nella giornata di ieri a causa dei raid russi figura anche un bambino di 11 anni.