SYDNEY - Il calo dei prezzi delle abitazioni a Sydney e Melbourne non basta a migliorare la posizione degli acquirenti della prima casa.

Nonostante due mesi consecutivi di flessione nei due maggiori mercati immobiliari australiani, i rialzi dei tassi del 2026 hanno reso ancora più alto l’ostacolo dell’accessibilità.

Secondo i dati della società di analisi immobiliare Cotality, a maggio il reddito necessario per acquistare una casa mediana a Sydney ha superato i 178mila dollari l’anno, contro i 170mila di inizio anno. A Melbourne, una famiglia doveva guadagnare oltre 108mila dollari l’anno, rispetto a meno di 104mila dollari a gennaio.

Martedì scorso, la Reserve Bank of Australia (RBA) ha lasciato i tassi invariati, ma i tre rialzi decisi a febbraio, marzo e maggio hanno già aggiunto complessivamente circa 450 dollari al mese di interessi per chi ha un mutuo da un milione di dollari. L’effetto è diretto: anche quando i prezzi scendono, il costo del finanziamento può annullare il vantaggio.

Gerard Burg, responsabile del settore ricerche di Cotality, ha spiegato che servire un mutuo è diventato molto più difficile, soprattutto nelle capitali intermedie dove i prezzi continuano a salire. Nei mercati in espansione come Brisbane e Perth, ha osservato, l’effetto combinato tra valori immobiliari in aumento e tassi più alti crea una barriera di reddito aggressiva anche per chi punta alla fascia più bassa del mercato.

A Brisbane, chi vuole acquistare una casa mediana deve guadagnare oltre 17mila dollari l’anno in più rispetto a gennaio. Per una casa nel quartile inferiore, il reddito necessario è salito di 14.500 dollari.

Nei tre mesi successivi al primo rialzo della RBA, il prezzo mediano delle abitazioni a Brisbane è aumentato del 3,4%, mentre a Perth è cresciuto del 4,8%. Sydney e Melbourne hanno invece registrato cali rispettivamente del 2,1% e del 2,3%.

Gli economisti ritengono che la correzione possa estendersi a livello nazionale. NAB e ANZ prevedono una diminuzione dei prezzi delle case di almeno il 2% nel 2026. Anche le proposte del governo su negative gearing e sconto sull’imposta sulle plusvalenze hanno raffreddato il mercato, spingendo più venditori a ridurre le aspettative.

Il median vendor discount (sconto mediano praticato dai venditori) nelle capitali è salito al 3,3% a maggio, segnale che gli acquirenti hanno più margine di trattativa. Ma per chi compra la prima casa, il problema resta intatto: prezzi un po’ più bassi, denaro molto più caro.