EVIAN-LES-BAINS - Stati Uniti e Iran hanno firmato digitalmente e pubblicato il testo dell’accordo provvisorio per fermare la guerra, mentre Donald Trump ha avvertito Teheran che gli attacchi americani riprenderanno se gli impegni non verranno rispettati.
Il presidente americano, al G7 in Francia, ha usato toni decisi poche ore dopo la conferma dell’intesa. “Li bombarderemo duramente se violano l’accordo”, ha detto parlando dell’Iran. “Non voglio che accada. Voglio che rispettino l’accordo”. In precedenza aveva aggiunto che, se Teheran “non si comporta bene”, gli Stati Uniti torneranno a sganciare bombe.
Il memorandum prevede la fine immediata della guerra su tutti i fronti, compreso il Libano, la piena ripresa del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, la revoca del blocco americano sui porti iraniani, la sospensione delle sanzioni internazionali contro Teheran, lo sblocco degli asset congelati e un piano da 300 miliardi di dollari americani per la riabilitazione economica della Repubblica islamica.
L’Iran si impegna inoltre a non costruire armi nucleari, ribadendo una promessa sostenuta da decenni. Ma il testo lascia aperti diversi punti centrali della guerra. Il governo teocratico resta al potere, le scorte di uranio altamente arricchito non sono state consegnate, le capacità missilistiche balistiche iraniane non sono state distrutte e Teheran non ha annunciato la fine del sostegno a gruppi armati anti-israeliani come Hezbollah nel Libano.
Trump ha anche attenuato una delle giustificazioni iniziali dell’attacco all’Iran. Dopo aver promesso di distruggere l’industria missilistica iraniana, ha ora detto che sarebbe “un po’ ingiusto” impedire a Teheran di avere missili se altri Paesi li possiedono.
I leader del G7 hanno salutato positivamente l’accordo al vertice di Evian-les-Bains. La cerimonia formale era attesa venerdì in Svizzera, ma il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha ridimensionato l’ipotesi, sostenendo che non ci sarà alcuna firma pubblica perché i due presidenti hanno già sottoscritto digitalmente il testo.
Il nodo più fragile resta il Libano. Il memorandum chiede la cessazione delle ostilità tra Israele e Hezbollah, ma i combattimenti non si sono fermati del tutto. Israele, escluso dai negoziati, mantiene truppe nel sud del Libano e rivendica il diritto di usare la forza.
Trump ha corretto Benjamin Netanyahu con toni insolitamente diretti. “Bibi deve usare un tocco un po’ più leggero”, ha detto. Nel frattempo, media libanesi hanno riferito nuovi attacchi israeliani nel sud del Paese e fonti di sicurezza hanno indicato due attacchi con droni di Hezbollah contro forze israeliane. La tregua è firmata. La verifica comincia ora.