WASHINGTON - I circa trecento dipendenti illegali sudcoreani dello stabilimento Hyundai Metaplant, in Georgia, arrestati giovedì scorso nel corso di una maxi-retata dell’ufficio statunitense per l’immigrazione, saranno rimpatriati appena possibile con un volo charter. Ad annunciarlo è la Cnn, rilanciando le dichiarazioni del capo di gabinetto del presidente sudcoreano Kang Hoon-sik.
Dopo aver confermato la conclusione delle trattative con le autorità Usa per il loro rilascio, “restano ancora alcune procedure amministrative e, una volta completate - ha affermato il funzionario - un aereo charter partirà per riportare indietro i nostri cittadini”.
Dei circa 475 lavoratori illegali tratti in arresto, in uno dei blitz più massicci della storia recente degli Stati Uniti, circa 300 erano sudcoreani. Funzionari dell’ufficio Usa per l’immigrazione, ai microfoni di Cnn, hanno annunciato di avere in programma controlli più estesi sull’immigrazione nelle aziende e nei cantieri “come quello nello stabilimento Hyundai”.
Sul suo social Truth il presidente Donald Trump ha commentato: “A seguito dell’operazione di controllo sui migranti condotte presso lo stabilimento di batterie Hyundai in Georgia, invito tutte le aziende straniere che investono negli Stati Uniti a rispettare le leggi sull’immigrazione del nostro Paese”.
Il tycoon ha chiarito che gli investimenti stranieri “sono benvenuti e vi incoraggiamo a impiegare legalmente i vostri dipendenti più brillanti, dotati di grande talento tecnico, per realizzare prodotti di livello mondiale”. Ma in cambio, aggiunge, chiede di assumere e formare lavoratori americani. “Insieme, lavoreremo tutti duramente per rendere il nostro Paese non solo produttivo, ma anche più unito che mai” conclude il presidente Usa ringraziando per “l’attenzione a questa questione”.