MONTEVIDEO – L’Inau ha aperto un’indagine amministrativa sull’adozione del bambino uruguaiano al centro della grazia concessa in Italia a Nicole Minetti, ex consigliera regionale lombarda e compagna dell’imprenditore Giuseppe Cipriani. 

L’istituzione, che gestisce in Uruguay le politiche per l’infanzia e l’adolescenza, compresi i percorsi di tutela, affidamento e adozione dei minori, ha comunicato in Parlamento di aver avviato una revisione interna per verificare se la procedura seguita sia stata conforme alla normativa. 

L’iniziativa arriva dopo la richiesta di informazioni partita dall’Italia attraverso i canali di cooperazione internazionale, anche tramite Interpol. La Procura generale di Milano, su incarico del ministero della Giustizia, sta infatti verificando gli elementi alla base della domanda di grazia, dopo i dubbi sollevati da alcune inchieste giornalistiche. 

Il vicepresidente dell’Inau, Mauricio Fuentes, ha spiegato che l’organismo sta raccogliendo tutta la documentazione relativa al caso per trasmetterla all’area giuridica. Ha precisato inoltre che l'ente interviene solo in una parte dell’iter, e che la decisione finale spetta al potere giudiziario: l’istituto fornisce informazioni “sulle condizioni di adottabilità e sui nuclei familiari”. 

La sentenza del tribunale di Maldonado del 15 febbraio 2023 - dichiarata efficace in Italia dal Tribunale per i minorenni di Venezia nel luglio 2024 - afferma che il bambino era stato “abbandonato” e disponeva la “decadenza della potestà genitoriale”. Secondo gli atti uruguaiani, i genitori biologici non avrebbero mantenuto un legame reale con il minore e l’adozione sarebbe stata concessa nell’interesse del bambino, “anche alla luce delle sue condizioni di salute”. 

Proprio il profilo sanitario è uno dei punti ora sotto esame. Gli atti acquisiti dalla Procura di Milano citano viaggi all’estero per cure e valutazioni mediche, compreso un intervento a Boston nel 2021. Passaggio che solleva un ulteriore interrogativo, ovvero con quali autorizzazioni il minore sia uscito dall’Uruguay prima dell’adozione piena del 2023. 

La scelta di rivolgersi all’ospedale statunitense sarebbe maturata dopo una serie di valutazioni raccolte anche in Italia. Su questo punto, però, sono arrivate smentite dal San Raffaele di Milano e dall’Azienda ospedaliera di Padova, che hanno fatto sapere che nei rispettivi database non risultano tracce ufficiali del bambino. 

Secondo i legali della coppia, non si sarebbe trattato di un percorso ospedaliero ordinario, ma di “consulti privati con professionisti di fiducia”. Gli accertamenti puntano quindi a verificare autenticità, contenuto e peso della documentazione medica presentata nella richiesta di grazia. 

Anche in Spagna, in particolare a Ibiza dove erano circolate ipotesi su feste con escort in immobili o imbarcazioni nella disponibilità della coppia, si sono svolte verifiche da parte delle autorità locali, che non hanno però evidenziato precedenti penali, denunce o indizi a carico dei due.