MESSICO-AUSTRALIA 1-0

MESSICO (4-2-3-1): Rangel (46’ Ochoa); Sanchez (46’ Reyes), Alvarez (60’ Montes), Vazquez (74’ Gomez), Chavez Garcia (60’ Gallardo); Fidalgo (60’ Mora), Chavez (60’ Lira); Pineda (46’ Huerta Valera), Romo (74’ Vargas), Vega (60’ Quinones); Martinez Ayala (46’ Gimenez). All. Aguirre
AUSTRALIA (3-4-2-1): Ryan; Circati, Souttar, Herrington (90’ Burgess); Italiano (67’ Trewin), O’Neill (67’ Okon-Engstler), Metcalfe (67’ Velupillay), Bos (80’ Behich); Leckie (67’ Hrustic), Irvine (90’ Mabil); Toure (80’ Irankunda). All. Popovic 
ARBITRO: Vazquez (USA) 
RETE: 28’ Vazquez
NOTE: ammoniti Italiano, Huerta Valera; angoli 5-3

PASADENA (Stati Uniti) - Il Messico supera l’Australia 1-0 in un’amichevole di preparazione ai Mondiali 2026 disputata al Rose Bowl di Pasadena, in una gara utile soprattutto a testare condizione, assetti e soluzioni tattiche alla vigilia della definizione delle liste definitive dei convocati per il torneo iridato.

La partita si è decisa nel primo tempo, al 28’, quando il Messico ha trovato il vantaggio sugli sviluppi di un calcio d’angolo. La traiettoria ben calibrata dalla bandierina ha premiato l’inserimento di Vasquez, bravo a svettare più in alto di tutti e a colpire di testa con precisione, battendo il portiere australiano. È stato l’episodio che ha indirizzato il match consentendo  a El Tri di gestire con maggiore tranquillità il resto della gara. Nella prima frazione il Messico è apparso più brillante e organizzato, con un possesso palla fluido e una costante capacità di occupare la metà campo offensiva. I Socceroos, invece, hanno faticato a trovare continuità nella costruzione del gioco affidandosi soprattutto a ripartenze e palloni lunghi, senza però riuscire a creare occasioni nitide. 

Il secondo tempo ha raccontato una partita diversa. La squadra di Popovic ha aumentato l’intensità, alzando il baricentro e provando a mettere sotto pressione la difesa messicana con un pressing più aggressivo. L’ingresso di forze fresche dalla panchina ha dato maggiore dinamismo ai verdeoro, che sono riusciti finalmente a stabilirsi con più frequenza nella trequarti avversaria. Le occasioni più importanti per l’Australia sono arrivate proprio nella ripresa. Toure ha avuto una delle chance più clamorose per pareggiare, ma non è riuscito a concretizzare una situazione favorevole in area, sprecando a porta vuota la possibile svolta del match. Anche Hrustic si è reso pericoloso, trovando però sulla sua strada una difesa messicana attenta e un portiere sempre ben posizionato. Il Messico, dopo il vantaggio, non ha rinunciato a ripartire privilegiando però il controllo del ritmo, gestendo il possesso e limitando i rischi.

La solidità difensiva si è confermata uno dei punti di forza della squadra di casa, che ha concesso pochissimo negli ultimi 16 metri portando a casa una vittoria di misura ma meritata. Per l’Australia resta la sensazione di una squadra ancora alla ricerca di maggiore incisività offensiva, nonostante una crescita evidente nel secondo tempo. Per il Messico, invece, arrivano conferme importanti in termini di organizzazione e compattezza, elementi chiave in vista dell’avvicinamento al Mondiale di casa. 

Nel post-partita, Tony Popovic ha sottolineato il valore della sfida come test decisivo in vista delle convocazioni mondiali: “Queste partite servono per vedere chi è pronto a fare il passo successivo. Siamo vicini alle scelte definitive, ogni minuto conta”. Popovic ha anche riconosciuto i limiti emersi contro il Messico, soprattutto in fase offensiva: “Abbiamo creato, ma dobbiamo essere più concreti sotto porta, ma non guardiamo solo al risultato, ma a costruire la squadra per il Mondiale”.