BUENOS AIRES – L’occasione è la vicinanza con il 2 giugno e l’80° anniversario del referendum che portò alla nascita della Repubblica italiana, la prima consultazione politica in cui votarono anche le donne.
Per ricordare questa svolta storica, lo Spi Cgil (il sindacato pensionati della sigla confederale) organizza, sabato 5 giugno, una proiezione pubblica gratuita di C’è ancora domani, il film di Paola Cortellesi del 2024, vincitore di ben 6 David di Donatello, tra cui “Migliore attrice protagonista”, “Miglior sceneggiatura” e “Miglior esordio alla regia”.
L’appuntamento è alle 20,30 in Miranda 3925, nel quartiere di Monte Castro a Buenos Aires. L’ingresso è gratuito.
L’iniziativa è perfettamente in tema con le recenti celebrazioni della Festa della Repubblica del 2 giugno. Il film è infatti una riflessione, in chiave di commedia, sulla violenza di genere, la posizione della donna nella società italiana dell’immediato dopoguerra e l’importanza del diritto di voto per iniziare un percorso che ha portato al riconoscimento di tutti gli altri diritti.
“Riteniamo che il cinema sociale italiano abbia saputo raccontare e mostrare processi e storie collettive, portando sullo schermo vicende individuali e vite particolari – dice Alfredo Llana, presidente dell’Inca, il patronato della Cgil –. Questo è uno di quei film. E lo abbiamo scelto anche perché la vicinanza del 2 giugno”.

Il flyer dell’iniziativa.
È anche un’occasione per conoscere le attività dello Spi in Argentina, dove i pensionati sono circa 5 milioni 700mila. E sono destinati ad aumentare, visto che il tema dell’invecchiamento della popolazione e della scarsa natalità è migrato dall’Europa anche qui.
“Lo Spi, però, conta poco più di 400 iscritti – dice Llana –. L’affiliazione è volontaria e non è obbligatorio versare la quota, che pure è molto bassa”.
In che modo? Lo sciopero, per quello che riguarda i pensionati, ha un valore simbolico. “La società non si accorge se un pensionato ‘sciopera’ perché non si blocca nessuna attività produttiva – spiega Alfredo –. È però vero che una comunità numerosa organizzata ha un peso politico, una capacità di pressione”.
Per questo, Spi Cgil sta cercando di rilanciare il sindacato nel Paese, coinvolgendo sia i pensionati storici sia quelli più recenti. “Non per finalità di raccolta fondi – sottolinea Alfredo – perché si sostiene principalmente grazie alla Cgil e perché conosciamo bene la realtà dei pensionati qui, siano essi argentini o italiani residenti all’estero. Ma perché riteniamo che questa comunità, in gran parte frutto delle vecchie migrazioni e composta da discendenti che si percepiscono almeno in parte italiani, meriti di essere presa in considerazione”.