NEW DELHI - È di 21 morti e 26 feriti il bilancio ufficiale confermato dalle autorità indiane dopo il devastante incendio che mercoledì mattina ha distrutto il “Flourish Stay”, un Bed & Breakfast di cinque piani situato a Malviya Nagar, un quartiere residenziale nella zona sud di New Delhi. 

Il Ministero degli Affari Esteri indiano (MEA) ha confermato che tra le vittime si contano 13 cittadini stranieri, mentre i feriti di nazionalità estera sono circa 22. “Siamo in contatto con tutte le ambasciate coinvolte e stiamo fornendo la massima assistenza possibile, sia per quanto riguarda le complesse pratiche burocratiche e il rimpatrio delle salme, sia collaborando con gli ospedali per il supporto medico ai sopravvissuti”, ha dichiarato il portavoce del ministero, Randhir Jaiswal. 

Grazie alle identificazioni ufficiali, è stato stabilito che i 13 cittadini stranieri deceduti provenivano da otto diverse nazioni: quattro dalla Nigeria, tre dal Kirghizistan e uno ciascuno da Mozambico, Liberia, Uzbekistan, Bangladesh, Congo e Iraq. 

Il Flourish Stay B&B sorge nel quartiere di Hauz Rani, un’area nota per la vicinanza a grandi centri ospedalieri d’eccellenza. Per questo motivo, la struttura ospitava in quel momento numerosi cittadini stranieri giunti in India come “turisti sanitari” per sottoporsi a terapie o per accompagnare familiari malati. 

Tra le storie più strazianti emerse dai soccorsi figurano quelle di due coppie straniere arrivate a New Delhi per intraprendere un percorso di fecondazione assistita (FIVET). Nel primo caso, la moglie è deceduta tra le fiamme mentre il marito è sopravvissuto ed è tuttora ricoverato; nel secondo caso, entrambi i coniugi sono scampati alla morte, ma la donna ha riportato lesioni gravissime che l’hanno lasciata paralizzata dalla vita in giù. 

Al momento del disastro, all’interno dell’edificio si trovavano almeno 47 persone. Sebbene le indagini preliminari debbano ancora accertare l’esatta origine del rogo (si ipotizza un cortocircuito elettrico o un problema partito dalle cucine), i vigili del fuoco e la polizia hanno già individuato gravissime irregolarità strutturali che hanno trasformato l’hotel in una vera e propria trappola. 

La Polizia di Delhi ha registrato una denuncia penale per omicidio colposo e ha tratto in arresto il proprietario della struttura. Le ispezioni hanno infatti svelato che l’hotel operava legalmente con una licenza per sole sei camere, ma l’edificio era stato modificato illegalmente per ricavarne ben venticinque, sfruttando anche il seminterrato. Inoltre, la struttura era completamente priva del certificato di idoneità antincendio e disponeva di un solo punto di ingresso e uscita. 

Il fumo denso e il fuoco, risalendo rapidamente dal piano terra, hanno bloccato l’unica via di fuga utilizzabile e messo fuori uso l’alimentazione elettrica, lasciando gli ospiti intrappolati nelle stanze e costringendo alcuni di loro a gettarsi disperatamente dalle finestre dei piani superiori pur di sfuggire alla morte.