RAMALLAH - Tensione sempre più alta in Cisgiordania, dove si moltiplicano i blitz e gli assalti condotti dai coloni israeliani contro i centri abitati palestinesi. Al decimo giorno dell’assedio posto dagli estremisti al villaggio di Qusra, le famiglie residenti rischiano di rimanere del tutto prive di cibo e medicinali.
L’allarme è stato lanciato dal sindaco Abdul Azim al-Wadi, come riporta Al Jazeera. Sulla base delle informazioni raccolte dal consiglio comunale, il primo cittadino ha evidenziato come le persone intrappolate nelle proprie abitazioni debbano affrontare nelle prossime ore una grave carenza di generi alimentari senza precedenti.
L’assedio a Qusra vede il blocco di tre abitazioni, attorno alle quali gli estremisti continuano ad affluire quotidianamente a dispetto del dispiegamento militare israeliano.
Nonostante le Forze di difesa israeliane (Idf) abbiano smantellato la struttura dove i coloni si erano accampati la scorsa settimana, questi ultimi continuano a fare irruzione nell’area, pur essendo stata formale designata dall’esercito come “zona militare chiusa”. Un perimetro che, come riferito dall’agenzia di stampa ufficiale palestinese Wafa, vede i coloni muoversi liberamente al suo interno, imponendo invece severe restrizioni di movimento a giornalisti e attivisti, sia internazionali che israeliani, che tentano di raggiungere i casolari per prestare soccorso alle famiglie.
Nella serata di ieri il proprietario di uno degli immobili, il cittadino statunitense-palestinese Loui Abu Ridi, è giunto sul posto dagli Usa ed è riuscito ad accedere alla sua abitazione con il permesso dell’Idf, esponendo una bandiera statunitense a un balcone, nel tentativo di scoraggiare ulteriori incursioni.
Le violenze si estendono tuttavia in diversi altri quadranti del territorio occupato. Nella Cisgiordania centrale, i coloni hanno dato fuoco ai campi situati alla periferia del villaggio di Turmus Ayya. I media palestinesi riferiscono che l’Idf ha fermato un’ambulanza palestinese che stava cercando di raggiungere la località per intervenire e spegnere l’incendio.
Turmus Ayya figura tra i villaggi più bersagliati dagli estremisti, che hanno eretto molteplici avamposti illegali nelle sue vicinanze. Come evidenziato dal Times of Israel, la stragrande maggioranza degli abitanti del centro possiede la cittadinanza statunitense e ha espresso dure critiche nei confronti del governo degli Usa, accusato di non fare abbastanza per tutelarli dagli attacchi israeliani, che restano in gran parte impuniti.
Sempre secondo i report forniti da Wafa, gruppi di coloni hanno fatto irruzione anche nel villaggio di Beita, nella Cisgiordania settentrionale, scagliando pietre contro i residenti e ferendone due. Lungo una strada alla periferia di Betlemme, come riportato dai media arabi, alcuni estremisti hanno minacciato con le armi gli occupanti di un veicolo palestinese, spruzzando spray al peperoncino contro i passeggeri, tra cui figurava anche un bambino piccolo. Dal Times of Israel si apprende che non vi è notizia di alcun arresto.
Infine, un ulteriore episodio ha interessato un mezzo di soccorso nella zona di Tel Rumeida, nel sud della Cisgiordania, dove un gruppo di coloni israeliani ha attaccato un’ambulanza della Mezzaluna Rossa palestinese che stava trasportando un paziente, secondo quanto riferito dai servizi di emergenza e ripreso dal quotidiano Haaretz.