ROMA - Una colonna di fumo bianco, poi una fiammata arancione alta decine di metri e una pioggia di detriti in fiamme. Sono le immagini diffuse da chi vive vicino allo stabilimento ex Simmel Difesa di Colleferro, alle porte di Roma, a raccontare l’incendio seguito da un’esplosione avvenuto nel primo pomeriggio nell’impianto di proprietà di Knds Ammo Italy. 

L’azienda produce munizioni di medio e grosso calibro per la difesa terrestre e navale e combustibili solidi per vettori aerospaziali. L’incidente si è verificato nel reparto Pressatura Polveri.  

Secondo le prime testimonianze, sarebbe partito da una pressa esplosa durante la lavorazione, ma la dinamica potrà essere chiarita solo dopo lo spegnimento dei focolai e i sopralluoghi del pm di turno e dei Vigili del Fuoco. 

Gli investigatori escludono atti di sabotaggio di carattere eversivo, e la Procura di Velletri procede per il reato di incendio. Anche Knds fa sapere che le circostanze dell’incidente sono ancora “oggetto di indagine e valutazione” da parte dei team presenti sul posto e che al momento non è possibile fornire dettagli confermati sulla causa o sull’esatta sequenza degli eventi. 

L’esplosione sarebbe avvenuta mentre l’impianto era in piena attività. Le fiamme avrebbero fatto scattare il sistema antincendio, consentendo di mettere in salvo i 24 dipendenti in servizio prima della deflagrazione. Non risultano feriti. 

L’incendio ha interessato una sola area dello stabilimento. Il tetto del reparto è stato polverizzato e avrebbe fatto da valvola di sfogo, indirizzando verso l’alto l’energia prodotta dall’esplosione. Sul posto sono intervenuti Vigili del Fuoco, Carabinieri, 118 e Protezione Civile. 

L’area dell’emergenza è rimasta circoscritta al reparto interessato. All’esterno la situazione è sotto controllo e il sindaco Giulio Calamita non ha attivato il Coc, la struttura comunale per la gestione delle emergenze. Non è stato evacuato l’outlet che si trova a poca distanza e non è stato necessario avviare procedure di assistenza alla popolazione. 

“In queste ore la priorità è garantire la sicurezza delle persone e consentire a tutti gli operatori di intervenire nelle migliori condizioni”, ha detto il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca. 

Nello stesso stabilimento, nell’ottobre 2007, un’esplosione provocò un morto e 13 feriti. La filiale italiana di Knds Ammo Italy è tra le prime 15 aziende nazionali per esportazione di munizionamento e nel 2025 ha ottenuto circa 42 milioni di euro di nuove autorizzazioni all’esportazione verso Europa, Arabia Saudita e Turchia. 

È previsto anche un progetto di ampliamento della produzione nel sito della vicina Anagni, finora utilizzato per operazioni di disinnesco di proiettili di artiglieria.  

L’incidente ha riacceso la polemica sulle politiche di riarmo. Per Ilaria Fontana, vicepresidente del Movimento 5 Stelle alla Camera, è necessaria una riflessione sulla sicurezza degli impianti industriali legati alla produzione di materiale bellico.  

Giovanni Barbera, segretario della Federazione di Roma-Castelli di Rifondazione Comunista, parla di “economia di guerra”.  

Di segno opposto la reazione del senatore del Pd Filippo Sensi, che su X ha criticato chi ha alimentato polemiche “neanche il tempo di sincerarsi che non ci sono state vittime o feriti” ed espresso solidarietà all’amministrazione, ai lavoratori e ai cittadini.