LONDRA – La visita di Stato di Re Carlo II e della Regina Camilla negli Stati Uniti si svolgerà come previsto, ha dichiarato domenica il Palazzo Reale, in seguito alla sparatoria avvenuta durante un gala per i media a Washington, a cui ha partecipato anche il presidente Donald Trump.
“A seguito di colloqui avuti nel corso della giornata su entrambe le sponde dell’Atlantico e seguendo il consiglio del Governo, possiamo confermare che la visita di Stato di Loro Maestà si svolgerà come previsto”, ha dichiarato Buckingham Palace in un comunicato. Durante la visita di Stato di quattro giorni, organizzata per celebrare lo storico rapporto tra Gran Bretagna e Stati Uniti in occasione del 250 anniversario dell’indipendenza americana, Carlo e Camilla visiteranno Washington e New York.
La visita è prevista dal 27 al 30 aprile. Martedì il monarca terrà un discorso al Congresso degli Stati Uniti, un evento molto raro, prima di una cena di Stato alla Casa Bianca. ‘ultimo intervento di un monarca britannico davanti a una sessione congiunta del Congresso risale al 1991, quando la regina Elisabetta II - madre di Carlo III - pronunciò un discorso che segnò anche la prima volta per un sovrano del Regno Unito davanti al legislativo americano, richiamando il “comune spirito di democrazia” tra i due Paesi. Successivamente Carlo III si recherà a New York e alle Bermuda, territorio britannico d’oltremare.
Si tratta della prima visita di Stato negli Usa per Carlo III da quando è salito al trono nel 2022, anche se in passato, da principe di Galles, si è recato nel Paese 19 volte. “Non vedo l’ora di trascorrere del tempo con il re, che rispetto profondamente. Sarà magnifico!”, ha scritto Trump sulla sua piattaforma Truth Social.
La visita di Carlo III si svolgerà tuttavia in un contesto delicato per i rapporti bilaterali, segnati dai disaccordi tra Trump e il primo ministro britannico Keir Starmer sulla guerra con l’Iran. Il leader laburista ha escluso un coinvolgimento diretto nel conflitto, pur ribadendo l’impegno del Regno Unito a difendere i propri interessi nella regione e a sostenere gli alleati del Golfo. Trump ha invece criticato apertamente la posizione di Starmer, accusandolo di scarsa disponibilità a partecipare all’offensiva contro Teheran.