SYDNEY/MELBOURNE - Le autorità del New South Wales e del Victoria non hanno eseguito arresti né formulato accuse contro l’ultimo gruppo di donne australiane legate allo Stato Islamico rientrate dalla Siria.

Sei donne e 13 minori sono arrivati ieri pomeriggio in due gruppi separati, a Sydney e a Melbourne, dopo aver lasciato il campo di Al Roj nel nord-est siriano.

Il rientro si compie poche settimane dopo quello di un primo gruppo, quando tre donne furono arrestate e incriminate al loro arrivo in Australia. Questa volta, invece, la risposta delle autorità è stata più discreta: controlli, perquisizioni degli effetti personali e acquisizione dei dati dai dispositivi elettronici, ma nessuna accusa immediata.

A Sydney sono arrivate poco dopo le 17.30 Hyam Raad, Aminah Zahab, Nesrine Zahab e Sumaya Zahab, insieme a sei minori. A Melbourne, circa un’ora prima, sono atterrate Kirsty Rosse-Emile e Kawsar Kanj con sette minori, tra cui una persona che ha da poco compiuto 18 anni.

Una settima donna, Hodan Abby, aveva tentato di rientrare, ma il governo le ha imposto un ordine di esclusione temporanea per motivi di sicurezza nazionale. La misura può impedire a una cittadina australiana di rientrare nel Paese per un periodo massimo di due anni. Il figlio, non coperto dall’ordine, avrebbe scelto di restare con lei nel Medio Oriente.

Le squadre antiterrorismo congiunte del New South Wales e del Victoria hanno precisato che le indagini restano in corso. La polizia ha detto che il gruppo è stato sottoposto a varie misure operative, compresa la ricerca nei bagagli e il download del contenuto dei dispositivi per fini investigativi.

A Sydney, le donne e i minori sono stati sottoposti ad una estesa valutazione sanitaria da parte del NSW Department of Communities and Justice, anche perché alcuni minori sarebbero in condizioni precarie dopo gli anni trascorsi nel campo siriano. Circa tre ore dopo l’arrivo, il gruppo è stato accompagnato a un’uscita laterale e fatto salire su auto in attesa, mentre agenti dell’Australian Federal Police schermavano l’area da media e pubblico.

A Melbourne, Kirsty Rosse-Emile e Kawsar Kanj sono state fatte uscire da ingressi laterali. Durante l’uscita di Rosse-Emile e dei figli, si è verificato un alterco con un fotografo di News Corp: la sua macchina fotografica sarebbe stata colpita da uno degli accompagnatori delle donne, finendogli contro il volto.

Il governo ribadisce di non aver fornito al gruppo alcun aiuto per il rientro. Le autorità, però, dicono di essersi tenute preparate dal 2014 alla gestione di cittadini australiani connessi con lo Stato Islamico. Per ora non ci sono accuse. Ma il fascicolo resta aperto.