I lockdown introdotti durante la pandemia di Covid-19 hanno lasciato un segno nello sviluppo cognitivo dei bambini più piccoli. Le restrizioni, la chiusura delle scuole dell’infanzia e la riduzione delle occasioni di socializzazione hanno rallentato l’acquisizione di competenze fondamentali come l’autoregolazione, il controllo degli impulsi, la capacità di concentrazione e la flessibilità cognitiva. I bambini che hanno vissuto il passaggio alla scuola dell’infanzia durante il periodo delle restrizioni hanno mostrato progressi più lenti rispetto a quelli che avevano completato questa fase prima della pandemia.
Le difficoltà maggiori riguardano la capacità di adattarsi ai cambiamenti, passare da un’attività all’altra e gestire comportamenti e reazioni in modo appropriato. La scuola dell’infanzia svolge infatti un ruolo essenziale nello sviluppo delle competenze cognitive e relazionali. È il luogo in cui i bambini imparano a rispettare regole condivise, collaborare con i coetanei, costruire le prime amicizie e acquisire sicurezza nelle proprie capacità. L’interruzione delle attività educative e la limitazione dei contatti sociali hanno quindi ridotto opportunità preziose per la crescita personale e l’apprendimento.
Anche le condizioni familiari continuano a influenzare il percorso di sviluppo: i bambini provenienti da contesti socioeconomici più svantaggiati tendono a incontrare maggiori difficoltà. Tuttavia, gli effetti legati alla pandemia emergono in modo evidente indipendentemente dal background familiare.
Nel complesso, una parte dei bambini che ha attraversato questa fase durante l’emergenza sanitaria potrebbe aver bisogno di un sostegno aggiuntivo per recuperare eventuali ritardi nello sviluppo cognitivo e socio-emotivo, evidenziando l’importanza di tutelare la crescita dei più piccoli anche in situazioni di crisi.