CANBERRA – Le interruzioni dei servizi digitali potrebbero diventare sempre più frequenti in Australia, mentre strumenti di intelligenza artificiale consentono agli aggressori di individuare vulnerabilità e lanciare attacchi con maggiore rapidità e precisione.
L’ultimo Cyber Threat Report dell’Australian Signals Directorate (ASD) rileva che nell’ultimo esercizio finanziario è aumentato il numero delle organizzazioni australiane colpite.
Il settore pubblico ha rappresentato quasi la metà dei circa 1.500 incidenti segnalati all’Australian Cyber Security Centre, compreso un caso classificato al secondo livello più elevato di gravità.
Negli ultimi cinque anni il numero complessivo degli incidenti è cresciuto del 36 per cento.
Il centro ha inoltre ricevuto circa 82mila segnalazioni nell’ultimo anno finanziario, equivalenti a una ogni sei minuti.
La direttrice generale dell’ASD Abigail Bradshaw ha affermato che aziende e amministrazioni dovranno abituarsi a sospensioni temporanee dei servizi quando necessarie per proteggere le reti o installare aggiornamenti.
“Stanno creando enormi opportunità, ma consentono anche agli attori informatici ostili di individuare vulnerabilità e condurre attacchi più velocemente, su scala maggiore e con una precisione superiore rispetto al passato”, ha dichiarato riferendosi ai nuovi strumenti tecnologici.
“Questo cambiamento non farà che accelerare.”
Tra le debolezze più serie individuate dal rapporto figurano le tecnologie obsolete, in particolare software che non ricevono più aggiornamenti o assistenza dai produttori.
L’ASD sostiene che tutti i settori dell’economia siano esposti e invita le organizzazioni a migliorare le pratiche basilari di sicurezza informatica.
Le modalità utilizzate dagli aggressori restano in larga parte le stesse, compresi il furto di nomi utente e password e lo sfruttamento di falle nei programmi.
A cambiare è soprattutto la velocità con cui l’intelligenza artificiale permette di raccogliere informazioni e trasformarle in strumenti d’attacco.
Le medie imprese hanno registrato un forte aumento delle perdite economiche connesse alla criminalità informatica.
Il costo medio dichiarato per ciascun caso ha raggiunto 141.300 dollari, con una crescita del 45 per cento.
Secondo l’ASD, le aziende di queste dimensioni spesso non dispongono delle figure dirigenziali specializzate in tecnologia e sicurezza presenti nelle organizzazioni più grandi.
Le autorità australiane stanno inoltre collaborando con i partner Five Eyes per mettere alla prova i modelli di AI più avanzati e comprenderne meglio la capacità di scoprire e sfruttare vulnerabilità.
Il rapporto annuale non comprende ancora alcuni recenti episodi di grande rilievo, tra cui la crisi globale collegata a PHP, i cui effetti sull’evoluzione delle minacce saranno valutati nelle prossime rilevazioni.