PARIGI - La Russia sta conducendo “una vasta campagna informatica con finalità di sabotaggio e spionaggio in una decina di Paesi europei”. L’allarme, lanciato dal ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot in un’intervista rilasciata a BfmTv/Rmc, ha innescato un’immediata e coordinata reazione diplomatica e finanziaria da parte delle principali cancellerie europee e del Regno Unito, decise a contrastare l’offensiva invisibile orchestrata da Mosca.
Secondo quanto denunciato dal capo della diplomazia di Parigi, l’attacco informatico su vasta scala ha colpito dieci Paesi negli ultimi giorni, inclusa la Francia. Le incursioni cibernetiche russe “prendono di mira aziende, ministeri e operatori il cui obiettivo è quello di acquisire informazioni o sabotare il funzionamento delle infrastrutture ferroviarie, come in Polonia”.
Barrot ha comunque voluto rassicurare l’opinione pubblica sulla tenuta dei sistemi di sicurezza: “Abbiamo la capacità di individuare questi attacchi” e “abbiamo notevolmente rafforzato le nostre difese”. Il ministro ha poi sottolineato che l’Europa possiede “uno dei sistemi più avanzati” sia per “combattere le campagne di disinformazione che potrebbero perturbare i processi elettorali”, sia – più in generale “in termini di guerra cibernetica”.
L’allarme sollevato dalla Francia ha trovato immediata sponda in Germania. Nel giorno del vertice dei Volenterosi, una portavoce del ministero degli Esteri tedesco ha dichiarato ai giornalisti: “Questa mattina abbiamo convocato l’ambasciatore russo al ministero degli Esteri in relazione ad attacchi informatici ostili”. Dal dicastero di Berlino gli attacchi sono stati definiti “inaccettabili” e le autorità hanno assicurato che saranno “contrastati con azioni decise”.
Poco dopo, anche la Francia ha formalizzato una decisione analoga: Barrot ha infatti annunciato l’intenzione di convocare l’ambasciatore russo a Parigi nei prossimi giorni per protestare ufficialmente contro l’aggressione informatica ai danni dell’Unione europea.
Parallelamente ai canali diplomatici, si è mossa la macchina delle sanzioni economiche. Il Regno Unito ha aggiornato l’elenco delle proprie misure restrittive contro la Federazione Russa, inserendo in lista 24 persone ed entità ritenute responsabili di “operazioni ibride distruttive” nel continente.
“L’azione odierna prende di mira 24 individui ed entità responsabili delle operazioni informatiche e ibride distruttive, inclusi i criminali informatici coinvolti in reti proxy collegate ai servizi segreti russi. Ciò include sanzioni contro figure di spicco del GRU, come Vyacheslav Stafeyev, Ivan Senin e Ivan Kasyanenko, per il loro ruolo nella direzione delle operazioni informatiche e ibride del GRU”, ha reso noto il governo di Londra.
Secondo i rilievi dell’intelligence britannica, la divisione informatica dell’Unità 29155 del GRU avrebbe collaborato attivamente con network criminali, tra cui la società IMPULS, per reclutare hacker e specialisti informatici presso università e accademie dislocate in tutta la Russia.
Inoltre, il Regno Unito e gli Stati membri dell’Unione Europea hanno attribuito formalmente al Centro 16 dell’FSB russo il grave attacco informatico sferrato lo scorso anno contro la rete elettrica polacca. Un’operazione di sabotaggio poi fallita che, secondo i dati diffusi da Londra, “avrebbe potuto causare l’interruzione di corrente per 500.000 cittadini nel pieno dell’inverno”.
Anche l’Unione Europea si è schierata alla linea della fermezza. L’Alto Rappresentante per la Politica Estera, Kaja Kallas, ha annunciato l’imposizione di misure sanzionatorie mirate: “L’Ue impone misure sanzioni contro nove individui e quattro entità. Queste sanzioni includono ufficiali dell’intelligence del GRU, criminali informatici, hacktivisti autoproclamati e società private che contribuiscono agli sforzi della Russia per destabilizzare l’Ue, i suoi Stati membri e i partner internazionali”.
Il medesimo provvedimento contro i nove individui e le quattro entità (indicati come i responsabili della campagna orchestrata in prima linea dai servizi di sicurezza dell’Fsb) è stato confermato anche dal ministro francese Barrot.
La decisione giunge proprio mentre i ministri degli Esteri dei 27 Stati membri si trovano riuniti a Bruxelles per il Consiglio Esteri. Spetterà ai capi delle diplomazie europee discutere i dettagli delle sanzioni odierne e proseguire il delicato negoziato sul ventunesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, sul quale manca ancora un accordo definitivo tra i partner europei.