MELBOURNE - Moira Deeming ha rotto il silenzio sulle accuse mosse contro Matthew Guy, respingendo l’idea di aver presentato una denuncia falsa e dichiarando di non voler offrire pubbliche scuse all’ex leader Liberale del Victoria.

La parlamentare Liberale, al momento all’estero, ha diffuso una dichiarazione tramite il suo legale Tim Houweling per “correggere il resoconto pubblico” sulla denuncia presentata alla Victoria Police. Il caso riguardava un evento della comunità macedone a Sunshine, il 23 maggio, al quale erano presenti sia Deeming che Guy.

La denuncia, archiviata giovedì scorso dalla polizia, sosteneva che Guy l’avesse aggredita. Deeming aveva parlato di una presa al collo. Dopo la diffusione delle immagini di videosorveglianza, il suo avvocato ha affermato che la parlamentare ha potuto vedere il filmato per la prima volta e ha riconosciuto di aver frainteso il significato tecnico del termine “headlock”.

Secondo Houweling, Deeming mantiene però di aver usato quella parola in buona fede per descrivere ciò che riteneva fosse accaduto. La dichiarazione sostiene che il video mostrerebbe Guy mentre la tira verso di sé, mantenendo una presa nell’area tra collo e spalla superiore mentre lei cercava di allontanarsi, impedendole per alcuni secondi di muovere liberamente la testa.

Guy ha respinto con forza ogni accusa. Dopo la chiusura dell’indagine, ha tenuto una conferenza stampa al Parlamento chiedendo a Deeming scuse pubbliche. “Non c’è ambiguità. Non ho fatto ciò che è stato sostenuto”, ha detto. Secondo lui, le immagini di sorveglianza lo dimostrano e la Victoria Police è arrivata alla stessa conclusione.

L’ex leader Liberale ha richiesto le scuse formali anche alla premier Jacinta Allan e alla procuratrice generale Sonya Kilkenny, ma ha chiarito che la rettifica più importante deve arrivare da Deeming. “Il mio cognome, la mia reputazione, non sono un giocattolo politico”, ha detto, lasciando intendere la possibilità di ulteriori iniziative legali.

La nota del legale di Deeming afferma invece che, dal suo punto di vista, il contatto fisico da parte di un collega maschio in un contesto lavorativo è stato inatteso, non gradito, doloroso e fonte di paura e confusione. La dichiarazione collega inoltre la reazione della parlamentare a precedenti esperienze personali di stupro, abusi sessuali e disturbo post-traumatico da stress.

La leader Liberale Jess Wilson ha sostenuto che la richiesta di scuse di Guy è ragionevole e si è detta “devastata” per lui. Ha anche chiesto di parlare con Deeming al suo ritorno in Australia. Il futuro della parlamentare nel partito resta incerto. La polizia ha chiuso il fascicolo penale. Il problema politico, per i Liberali, è ancora aperto.