CANBERRA - L’Australia rafforza in modo deciso gli investimenti nei droni, con almeno 5 miliardi di dollari aggiuntivi destinati a sistemi senza pilota e tecnologie correlate.
La scelta riflette un adattamento rapido alle trasformazioni emerse nei conflitti recenti, in particolare in Ucraina e nel Medio Oriente.
Secondo il piano di investimenti della Difesa, in uscita nei prossimi giorni, almeno 2 miliardi saranno nuovi fondi o risorse riallocate. Complessivamente, la spesa per i droni nei prossimi dieci anni supererà i 12 miliardi, segnalando una priorità crescente per queste capacità.
Il ministro della Difesa Richard Marles ha indicato che i conflitti recenti hanno dimostrato il valore strategico dei sistemi autonomi. Droni economici e prodotti in massa sono stati in grado di mettere sotto pressione asset militari molto più costosi, alterando l’equilibrio operativo sul campo.
Il piano prevede investimenti su più livelli. Da un lato, sistemi avanzati come il Ghost Bat e il Ghost Shark, progettati per operare in coordinamento con piattaforme tradizionali. Dall’altro, un forte incremento delle risorse per droni più piccoli e meno costosi, con oltre 2 miliardi destinati a questa categoria.
Questi sistemi leggeri sono considerati centrali per scenari futuri, sia in termini offensivi sia difensivi. I recenti attacchi con droni a basso costo, in grado di saturare le difese avversarie, hanno evidenziato i limiti dei sistemi tradizionali basati su intercettori ad alto costo.
Per questo motivo, una parte rilevante degli investimenti sarà dedicata anche alle contromisure anti-drone. L’obiettivo è proteggere infrastrutture critiche e basi militari da attacchi che, pur relativamente economici, possono generare danni rilevanti.
Il programma include anche una dimensione industriale. Il governo punta a sviluppare capacità nazionali, rafforzando la produzione interna e creando opportunità di esportazione. Il Ghost Bat, sviluppato da Boeing Australia, ha già attirato l’interesse di partner internazionali, tra cui la Germania.
La strategia evidenzia un cambio di paradigma: meno dipendenza da piattaforme costose e più attenzione a sistemi flessibili, scalabili e relativamente economici. Una scelta coerente con l’evoluzione della guerra contemporanea, sempre più basata su tecnologie distribuite.
In questo contesto, l’Australia mira a posizionarsi non solo come utilizzatore, ma anche come sviluppatore di soluzioni avanzate. Il rafforzamento delle capacità autonome viene considerato un elemento chiave per la sicurezza nazionale e per la tenuta operativa delle forze armate in scenari complessi.