ROMA - Dopo due anni di crescita, nel 2025 calano i reati ambientali in Italia. Sono 35.735 quelli accertati, il 12% in meno rispetto al 2024, a fronte di 1.460.611 controlli, in lieve aumento dello 0,4%. Crescono però gli illeciti amministrativi, arrivati a 77.895, con un incremento dell’11,4%.
Le violazioni complessive accertate dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto salgono così a 113.630, pari a una media di 13 ogni ora. È quanto emerge dal rapporto di Legambiente “Ecomafia 2026. I numeri e le storie delle illegalità ambientali in Italia”.
Il giro d’affari illegale delle ecomafie raggiunge 11,5 miliardi di euro, con un aumento di 2,2 miliardi rispetto al 2024. Dal 1995 a oggi sono 393 i clan censiti da Legambiente, e Le regioni con il maggior numero di illeciti ambientali restano Campania, Sicilia, Puglia e Calabria.
Il primato dei reati spetta alla gestione illecita dei rifiuti, con 10.914 casi accertati. Seguono i reati del ciclo del cemento, che comprendono abusivismo edilizio, violazioni urbanistiche, cave illegali, tutela del paesaggio e appalti pubblici: nel 2025 sono stati 8.034, in calo del 41%.
Al terzo posto si confermano i reati contro gli animali, dal bracconaggio alla pesca illegale, dai traffici di specie protette a quelli di animali da affezione fino agli allevamenti: 6.930 i reati accertati, con una flessione del 4%.
Crescono invece gli incendi negli impianti di gestione dei rifiuti, 76 nel 2025, il 24,7% in più, e gli incendi boschivi e di vegetazione: 3.586 reati, in aumento del 10,7%, con oltre 90mila ettari andati in fumo.
Diminuiscono i reati contro il patrimonio culturale, scesi a 2.276, con una flessione del 23%. Il calo riguarda anche i controlli, diminuiti dell’8,5%, ma aumentano in modo netto gli arresti per traffici di opere d’arte e reperti archeologici: 34 nel 2025 contro i 2 dell’anno precedente.
Il rapporto segnala anche un aumento dell’illegalità nella filiera agroalimentare, dove i reati e illeciti amministrativi arrivano a 67.677, il 46% in più rispetto al 2024. Cresce del 109,1% anche il valore economico di sequestri e sanzioni, pari a 968 milioni di euro.
Dal primo maggio 2025 al 30 aprile 2026 Legambiente ha censito inoltre 75 inchieste giudiziarie su fenomeni di corruzione connessi ad attività con impatto ambientale.